INVINCIBLE è il nuovo ep pieno di rock dei NASTY MONROE. E quella voce alla Manson…

di Francesco Bommartini

Sembra un Marylin Manson sotto rock il nuovo disco dei Nasty Monroe, duo composto da The President e Jeffrey S. Ed è un bene, aggiungo, perché sentire questa voce pulita eppure sorniona, quasi malefica per certi versi, rimembra i primi anni 2000, quando il rock sembrava muoversi ancora tra l’interesse generale.

Che, immagino, i Nasty Monroe vorrebbero risvegliare con questo ep di 4 pezzi. Buona scelta, tra l’altro, per non annoiare e colpire subito nel segno. Anche perché i brani hanno le loro peculiarità, suonano bene e non stonano sulla media distanza, con le parti musicali ben sottolineate dalla produzione effettuata nei Silver Doll Studio di Trieste.

I riff sono quadrati (in particolare quelli di Back to me), il basso pulsante (sentire il bridge di The one per credere), la batteria debitamente presente. Non c’è altro, niente tastiere. Ecco, c’è, come detto all’inizio, la voce. Ed è quella che fa poi la differenza su altri progetti.

E’ tutto “solo rock’n’roll” (con toccate alla Guns, Sex Pistols e New York Dolls), ma fa piacere sentirne di così vivace. Sembra proprio l’ep giusto per essere suonato senza problemi dal vivo. Per fa muovere teste, ma anche per proporre melodie piacevoli e riff mai troppo veloci, ma di sostanza.

“Questo è un disco diretto sincero e senza fronzoli, “Invincible” è l’urlo di una generazione e nasce dal disagio dei più giovani e degli outsider che la società continua ad emarginare distruggendone speranze e sicurezze sociali.”

DEATH: top 3 discografia

di Matteo Roncari

Il mio approccio al death metal di matrice americana iniziò prestissimo ma non con i Death, bensì con altre bands come Morbid Angel, Obituary e Cannibal Corpse.

Purtroppo l’ascolto dei Death avvenne ahimè solamente dopo la morte di Chuck Schuldiner, risalente oramai al lontano 2001.

All’epoca avevo una band anch’io ed il batterista dell’epoca mi prestò “The sound of perseverance”: il primo ascolto fu del tutto infelice, all’interno di quel disco ci trovai un’accozzaglia di suoni che non capivo.

In realtà mi accorsi con il tempo che stavo solo giudicando e che non ero in grado di saperlo ascoltare: così appena assimilai pezzi come “Flesh and the power it holds” o “Bite the pain” mi pentii amaramente del mio affrettato giudizio.

  1. THE SOUND OF PERSEVERANCE

E’ il disco a cui sono maggiormente legato:  i suoni, le melodie, i testi, gli assoli, la copertina, tutto appare perfetto.

Sicuramente è l’album che annovero tra i fondamentali della mia discografia e della mia persona.

Ancora oggi nel lettore girano pezzi che letteralmente amo come le già citate “Flesh and the power it holds”, “Bite the pain”, ma anche “Spirit crusher” o “A Story to tell”.

Bellissimo anche il pezzo acustico “Voice of the soul”.

Una pietra miliare del genere.

  1. SYMBOLIC

Di pari grado nella mia personale classifica è SYMBOLIC: il secondo posto è dovuto al fatto che ho meno momenti personali legati a questo disco.

Anche di questo album amo praticamente tutto: suoni, melodie, assoli, riffs, copertine, liriche.

Pezzi fondamentali sono oltre la titletrack anche “Zero tolerance”, “Empty words”, “1000 eyes”, “Without Judgement”, “Misanthrope” e la conclusiva “Perennial Quest”, vera poesia in musica.

  1. HUMAN

Al terzo posto aggiungo HUMAN per un semplice motivo: è il disco che ho ascoltato e che ha accompagnato la mia laurea.

Un album che ha dato modo al combo statunitense di affermarsi ufficialmente sulla scena per aver mescolato non solo il suono aggressivo, ma anche liriche votate alla critica sociale, alle crisi di coscienza ed alle problematiche della quotidianità.

Forse è anche per questo che i Death si sono avvicinati alle persone, per il semplice fatto di esser stati capaci di raccontare storie di ordinaria difficoltà nelle quali tutti ci si possono immedesimare.

Appare pertanto doveroso non solo citare questa band ma anche tutti i membri che ne hanno fatto parte e che ci hanno lasciati: Chuck Schuldiner, Scott Clendenine e più recentemente Sean Reinert.  

Il perfetto equilibrio del nuovo singolo BLURRY di DAMON MITCHELL

C’è una chitarra flanger nel nuovo pezzo di Damon Mitchell, intitolato Blurry. Già questa, per me, è una piccola novità che esce da passati di differenti estrazioni rispetto al pop-rock proposto dal musicista e cantante. Che, nonostante echi folk, affonda bene le radici in un suono più contemporaneo.

Quest pout-purrì non è malvagio, anzi. Forse la definizione dei “Beatles che incontrano i Death Cab for Cutie” è un po’ azzardata, ma Mitchell ci sa fare. E Blurry, il singolo che segue Like you’re in a dream, tratta anch’essa dall’omonimo nuovo album, sta lì proprio a dimostrarlo.

Il singolo precedente

L’andamento del pezzo è abbastanza scanzonato, quasi a sgarro nei confronti appunto del fill in flanger dell’elettrica che torna in più occasioni. I cori femminili innalzano notevolmente l’ariosità di una composizione già quadrata, con l’acustica a dettare la ritmica e la sezione ritmica a sostenere senza particolari sconvolgimenti.

Il risultato è buono davvero, convincente. Non so di quanti brani lo possiate dire, oggi. Di sicuro la voce di Mitchell resta impressa, sicuramente anche per merito di questa linea vocale studiata bene. Ma il giusto: perché a pensar troppo non si agisce mai. E sentendo Blurry mi è tornato in mente anche questo…

MADE FOR HER: il nuovo, bell’album di SHAUN JOHNSON. Un disco maturo.

E’ un vero e proprio tributo alle band della sua vita l’album scritto da Shaun Johnson. L’artista è accompagnato dalla The Big Band Experience, che negli 8 brani presenti supporta la sua vocalità con parti strumentali ben suonate e prodotte. E questa è una buona notizia, e non scontata.

Così come non lo è il fatto che la voce di Shaun sia efficace: calda il giusto, melodiosa, brillante e sicura. Si sente sin dall’allegra opener Sing me anything, dove la sua summa è attorniata da fiati ariosi. Ma funziona, tanto per capirsi, anche quando sotto c’è solo un’acustica, come all’inizio di Multiplied by two.

Ma l’album è tutto davvero bello. Innanzitutto perché si respira una certa libertà stilistica che, pur configurandosi nella grande famiglia del rock, non disdegna piani e synth (This old man), chitarre folk (All because of you) e ballate (Say goodnight). Ed è poi bella l’interpretazione di un classico di Elvis Presley, quella Love me tender cantata live da Shaun.

Una versione minimal riuscita e calda. Il Remix del secondo brano è dedicato a situazioni più danzerecce. E il brano, nonostante lo stravolgimento, non perde dignità artistica. E questo fa pensare, e conferma che Shaun Johnson, pur essendo al primo album, sa quello che fa. Ed è bravo.

ALEX RICCI_Il cantautore e chitarrista degli Après La Classe, ospite a Verona del Mura Festival_domenica 19 settembre ore 21

ALEX RICCI, cantautore e chitarrista degli Après La Classe, sarà a Verona, domenica 19 settembre (ore 21), al Bastione di San Bernardino, ospite del Mura Festival.

Nel corso del 2021 di Alex Ricci sono usciti 3 singoli (“Stanotte ritorno da te”, “Cambierà” in collaborazione con Carmine Tundo de La Municipal, e “Cambierà”), che anticipano l’album “La Verità”, in uscita entro la fine dell’anno, che conterrà 11 canzoni con featuring importanti come Erica Mou, Après La Classe, Corey Harris, 2Moellers.

Alex Ricci aprirà la serata caraibica del Mura Ludica Buskers Festival con i Puran Puran Foundation.

BIO

Alex Ricci, chitarrista, cantautore, compositore e autore, inizia a suonare a 9 anni. Oggi è considerato uno tra i migliori chitarristi blues italiani. Nel 2004 partecipa al Pistoia Blues Festival. Nel 2006 suona con Dywane Thomas (padre di MonoNeon), parte per Londra, si esibisce nei club della capitale e frequenta il bluesman Otis Grant. Dal 2007 è il chitarrista degli Après la Classe, lavora a quattro album e ai tour in Italia e all’estero (USA, EU). Nel 2008 riceve il “Premio Lorenzo Vecchiato” come migliore artista blues. Nel 2013 presenta il primo album, “Gonna Rossa”, 11 canzoni blues/rock/pop. Nel 2014 nasce Idea Sonica, la sua scuola di chitarra a Giulianova (TE). Nel 2015 si aggiudica il 2° posto come miglior chitarrista della scena indipendente. Nel 2018 collabora con il Bluesman Corey Harris. Il 2 febbraio 2019 esce “Quello che voglio” e il 26 giugno 2019 “Ogni volta”, i nuovi singoli del secondo album “La Verità”, prodotti da Raffaele“Rufio”Littorio (Lauro, Fedez, Annalisa), mixati da Simone Bertolotti (Bugo). Il 22 febbraio 2020 esce il terzo singolo “Non mi basteranno mai” feat. Après La Classe & Corey Harris. Il 15 gennaio 2021 esce “Stanotte ritorno da te”, primo singolo con la discografica FreecomHub/Cosmica, il 16 aprile 2021 “Cambierà” feat. Carmine Tundo (La Municipal), e il 18 giugno 2021 “Portami Via”, una vera e propria bomba solare. La Verità”, che verrà pubblicato nel 2021, è un album composto da undici canzoni inedite fra il pop e il folk. Featuring come Erica Mou, Après La Classe, Corey Harris, Carmine Tundo (La Municipal), 2Moellers danno un grande contributo artistico a un album fatto bene.

BIGLIA: 4 live club e 2 teatri uniscono progettazione e competenze artistiche per tornare in pista e rispondere alla crisi del settore concertistico

BIGLIA – palchi in pista per la musica dal vivo, è il nuovo circuito ATER dedicato alla musica dal vivo, presentato in conferenza stampa il 15 settembre presso il Locomotiv Club di Bologna. BIGLIA rappresenta un nuovo sistema di cooperazione tra soggetti diversi per rimettere al centro la performance dal vivo tramite la progettazione di contenuti musicali ad hoc, con l’obiettivo di sviluppare nuovi modelli di gestione artistica e organizzativa, in cui i live club e i teatri coinvolti sono insieme ideatori, promotori e fruitori.

La nuova rete è costituita da quattro live club tra i più importanti della regione (Locomotiv Club di Bologna, Bronson di Ravenna, OFF di Modena, Circolo Arci Kessel di Cavriago, RE) insieme a due teatri del Circuito Regionale Multidisciplinare di ATER Fondazione (Teatro Comunale “Laura Betti” di Casalecchio di Reno e il Salone Snaporaz di Cattolica). L’obiettivo è quello di rispondere a una situazione economica, lavorativa e organizzativa di profonda crisi strutturale, facendo rete nel processo decisionale, progettuale e di proposta al pubblico. Professionalità ed esperienze a confronto, interdisciplinarità culturale e sperimentazione musicale sono le parole chiave di BIGLIA, per un susseguirsi di nuove traiettorie e collaborazioni, buone pratiche e progettualità condivise sui territori, con il coinvolgimento di diversi generi di pubblico, operatori e artisti.

Tra le prime iniziative lanciate da BIGLIA, la realizzazione per la stagione autunnale di due tour inediti che vedono l’interazione sul palco di artisti selezionati tra le migliori proposte nazionali e internazionali, ospitati nei live club aderenti al circuito.

Gli ON

Ad inaugurare BIGLIA dal 21 al 24 ottobre sarà infatti il progetto ON, un originale e potente trio composto da Riccardo Sinigallia (cantautore, autore e produttore romano), Adriano Viterbini (fondatore dei Bud Spencer Blues Explosion) e Ice One (produttore discografico, rapper e disc jockey). Dopo un’anteprima romana, i tre artisti tornano in pista arricchendo la dimensione live con un’installazione di schermi su cui saranno proiettate le immagini in diretta delle loro mani sugli strumenti e diverse rappresentazioni grafiche del suono (oscilloscopi, analizzatori di spettro…), ma anche un coinvolgimento delle persone in sala. Il rituale prevede un unico presupposto: l’improvvisazione pura. Un evento orientato alla vibrazione collettiva, alla partecipazione fisica e simultanea, per tornare insieme sul palco dando vita ad uno spazio di incontro unico e non ripetibile.

Emma Nolde (foto di Aurora Cestari)

Il tracciato di BIGLIA verso l’ideazione e l’innovazione di nuove performance dal vivo, continua dal 4 al 7 novembre e unisce per la prima volta sui palchi dei quattro live club del circuito due tra i più promettenti artisti italiani: Emma Nolde & Generic Animal. La prima – giovanissima polistrumentista, cantautrice e performer toscana – si è ritrovata catapultata nelle prime pagine dei giornali italiani grazie a “Toccaterra”, l’album d’esordio pubblicato da Woodworm/Polydor/Universal Music, tra elettronica, indie folk, nuovo cantautorato, pop influenzato da sonorità moderne e narrazioni fortemente intime e personali. Generic Animal, che all’anagrafe risponde come Luca Galizia, è anche lui giovanissimo ma con alle spalle già una collaborazione con La Tempesta Dischi per una canzone d’autore mista a trap, musica di difficile definizione, liquida e colorata, un pop lo-fi che attraversa età, generi e sentimenti. Emma Nolde e Generic Animal sono una coppia dagli spazi sonori diversissimi, in cui riverberi e armonizzazioni si uniscono a suoni crudi e grezzi. BIGLIA li presenta al pubblico sullo stesso palco, per la prima volta insieme, uno spettacolo unico in cui Emma suonerà per Generic e Generic per Emma. Una produzione a cura di Locusta Booking e la Tempesta Dischi.

Cuore e motore di BIGLIA è la promozione sul territorio di una cultura musicale più condivisa, per creare una partecipazione attiva allo spettacolo dal vivo anche attraverso percorsi che si svolgeranno in collaborazione con i due spazi teatrali coinvolti, tramite momenti di formazione e sperimentazione e per la realizzazione, fin dall’autunno, di sonorizzazioni, laboratori e residenze d’artista.

OvO (foto di Erica Schneider)

In occasione dei 700 anni dalla morte di Dante Alighieri, è in arrivo il 28 ottobre presso il Salone Snaporaz di Cattolica la sonorizzazione dal vivo di “Inferno” (1911, 68′, regia di Bertolini, De Liguoro e Padovan), primo film italiano sulla Divina Commedia, kolossal muto che narra con fedeltà la prima cantica del capolavoro di Dante. A cimentarsi con la sonorizzazione saranno gli OvO, la band indie noise rock, sulla scena da oltre vent’anni, formata da Stefania Pedretti (ex Allun ed oggi anche ?Alos) e Bruno Dorella (ex Wolfango, oggi anche in Bachi Da Pietra e Ronin). Ambientazione dantesca, estetica “bizarre” e genuina ferocia del film, si fondono con il lato ironico e grottesco del duo rumorista ravennate, avvolti dalla cornice del Salone Snaporaz.

Da aprile a giugno 2021, BIGLIA ha già vissuto una prima fase sperimentale di cooperazione nella ideazione e realizzazione di FLOW – It’s bigger than Hip Hop, un laboratorio di musica hip-hop dedicato alle giovani generazioni, sotto la guida di So Beast e Menny. Il percorso di formazione (8 incontri) nato in collaborazione con il Teatro Comunale “Laura Betti” di Casalecchio di Reno ha visto la partecipazione di 15 ragazzi dai 15 ai 21 anni ed è stato promosso da ATER Fondazione/Teatro Comunale Laura Betti nell’ambito di Generazioni a Teatro 2021 con il sostegno della Fondazione del Monte e in partenariato con Locomotiv Club.

Presenti alla conferenza stampa: Oderso Rubini, Digital Humanities – Assessorato Cultura e Paesaggio; Patrizia Orsola Ghedini, Presidente ATER Fondazione; Roberto De Lellis, Direttore ATER Fondazione; Michele Giuliani – Locomotiv Club, Cira Santoro – ATER/Teatro Comunale “Laura Betti” di Casalecchio di Reno, Nicolò Fantini – Circolo Arci Kassel.

“Con questo progetto di Circuito regionale sulla musica, che rappresenta un inedito anche nel panorama nazionale, ATER Fondazione intende dare una risposta che è insieme politica, culturale ed economica – ha dichiarato la Presidente di ATER, Patrizia Orsola Ghedini. Occorre rompere il silenzio che si è abbattuto per 2 anni su questi luoghi, riportarli alla loro vitalità, sostenerne le proposte musicali, che riteniamo di grande qualità, consentire ai lavoratori di poter tornare alla loro attività, ampliare la platea degli spettatori appassionati e attrarre nuovo pubblico, promuovendo nel contempo i giovani artisti e i gruppi emergenti. Aver costruito il progetto in partnership con 4 tra i Live Club più importanti della nostra regione e con 2 teatri gestiti da ATER rende evidente anche la nostra volontà di operare sempre di più in una logica di rete, capace di promuovere i territori e gli attori protagonisti di queste esperienze, sperimentando così anche nuovi modelli di gestione delle iniziative.”

Gli spazi

I soggetti facenti parte del circuito BIGLIA sono: Locomotiv Club di Bologna, Bronson di Ravenna; Off di Modena; Circolo Arci Kessel di Cavriago (Re), e due spazi del Circuito Regionale Multidisciplinare di ATER Fondazione: il Teatro “Laura Betti” di Casalecchio di Reno (Bo) e il Salone Snaporaz di Cattolica (Rn).

Il programma 

ON (Sinigallia, Viterbini, Ice one)

21.10 – OFF, Modena

22.10 – Bronson Club, Ravenna

23.10 – Circolo Kessel, Cavriago (RE)

24.10 – Locomotiv Club, Bologna

Ingresso: 10 euro

Inferno vs. OvO

Sonorizzazione dal vivo del film Inferno (1911)

28.10 Salone Snaporaz, Cattolica (RN)

700 anni dalla morte di Dante Alighieri

Ingresso gratuito, con prenotazione

EMMA NOLDE & GENERIC ANIMAL

04.11 – Circolo Kessel, Cavriago (RE)

05.11 – Bronson Club, Ravenna

06.11 – OFF, Modena

07.11 – Locomotiv Club, Bologna

Ingresso: 10 euro

Informazioni di biglietteria

Le prevendite dei singoli spettacoli saranno online dal 24 settembre.

Accesso ai concerti

Ai sensi delle normative in vigore, per poter accedere ai concerti, esclusi i soggetti esenti, è obbligo esibire la Certificazione Verde (green pass) o l’esito negativo al virus Sars-CoV-2 di un test molecolare o antigenico rapido effettuato entro le 48 ore precedenti. È fatto divieto di ingresso agli spettatori con temperatura corporea pari e/o superiore a 37,5° C.

GNUQUARTET live all’Arena di Verona con DIODATO

Il quartetto ligure da Meta e De Gregori verso il nuovo album su Paganini

Tornerà all’Arena di Verona, questa volta davanti al suo pubblico per un grande evento il 19 settembre. Diodato, vincitore del Festival di Sanremo 2020, si esibirà in quella che sarà una ‘grande festa dell’anima’ accompagnato sul palco da tanti musicisti e colleghi che si alterneranno fra i migliori successi del cantautore di origine tarantina. 

Tra gli ospiti anche il quartetto ligure GnuQuartet, formato da Francesca Rapetti al flauto, Roberto Izzo al violino, Raffaele Rebaudengo alla viola, Stefano Cabrera al violoncello. Gli Gnu vantano diverse importanti collaborazioni, dagli Afterhours ai Baustelle, dai La Crus di Giovanardi a Neri Marcorè, da Ermal Meta a Francesco De Gregori con cui hanno condiviso i tour.

Gli GNU QUARTET

Con all’attivo la partecipazione in oltre 15 lavori discografici, gli GnuQuartet hanno già pubblicato 6 album e “Paganini – The Rock Album” di prossima uscita. Si tratta di un omaggio alla musica e alla figura umana ed artistica di Paganini, inarrivabile atleta delle quattro corde che ha segnato la storia musicale dell’800. Un lavoro originale e curioso, lontano dagli stereotipi e dalle semplificazioni, un azzardo, un gioco pieno di rispetto e di affetto per la prima rockstar di tutti i tempi. 

Il 19 settembre calcheranno il palco dell’Arena di Verona, a partire dalle ore 21, assieme a Diodato.

“Sono consapevole del periodo che abbiamo vissuto e stiamo vivendo con la volontà di proiettarsi al futuro – aveva affermato il cantautore in occasione del Diodato Day del 14 settembre -. Ne abbiamo bisogno e lho notato guardando negli occhi della gente ai concerti che ho fatto in queste due estati anormali. Dobbiamo riprenderci uno spazio interiore per far risuonare delle armonie”. 

Il concerto verrà trasmesso su Radio Italia Solomusicaitaliana, radio ufficiale dell’evento. 

Ode a Vicky Moscholiou e Metaxourgeio

Vicky Moscholiou era una cantante greca del quartiere Metaxourgeio di Atene. Durante la sua carriera, Moscholiou ha affascinato il pubblico con il suo incredibile talento e la sua bellissima voce. Oggi siamo entusiasti di condividere uno sguardo alla musica di Vicky Moscholiou e al quartiere da cui proveniva, Metaxourgeio!

Mentre facevamo ricerche su Vicky Moscholiou, ci siamo imbattuti in un brano particolarmente accattivante di questa artista: “Ta deilina”, che ho trovato assolutamente commovente nonostante la mia limitata conoscenza della sua lingua madre. Attraverso questa canzone, sentiamo molti degli aspetti delle sue capacità che hanno reso Vicky Moscholiou la figura più grande della vita nella musica che era. Anche se Moscholiou è morta nel 2005, la sua musica rimane per tutti da ascoltare e la sua vasta discografia merita di essere esplorata.

In molti modi, la rivitalizzazione di Metaxourgeio serve sia a ricordare il suo patrimonio – con una storia piena di artisti leggendari come Moscholiou, tra gli altri – sia a guardare al futuro. Il Metaxourgeio rivitalizzato è una destinazione culturale e artistica in crescita ad Atene, che si riflette positivamente sui talenti di coloro che ci vivono e su tutti i loro sforzi; un esempio lampante di un’attrazione da visitare qui è la Galleria Comunale di Atene, che presenta il lavoro degli artisti greci. Questo quartiere rinvigorito si è persino classificato tra i 50 migliori quartieri del 2018 di Time Out, arrivando al quarto posto! Mentre facevo ricerche su Metaxourgeio, mi sono trovata incantata dalla vivacità della cultura del quartiere e mi piacerebbe visitare io stessa questa meravigliosa comunità artistica unificata!

Potete esplorare il mondo di Metaxourgeio attraverso questo album fotografico e abbiamo la meravigliosa “Ta deilina” di Vicky Moscholiou incorporata qui sotto per il vostro piacere di ascolto! Speriamo che questo articolo speciale vi sia piaciuto!

tradotto da: https://www.whichcoast.com/reviews/an-ode-to-vicky-moscholiou-and-metaxourgeio

Nuovo singolo per KEVIN FOLLET: si chiama VOODOO

Torna l’esploratore sonoro veronese Kevin Follet con un nuovo singolo, il quarto estratto dal nuovo album che vedrà la luce entro la fine dell’anno.

Un altro viaggio, un’altra esperienza sonora, un’altra collaborazione.

Questa volta si serve di Sicarius Hahni per portare a compimento un’opera dal sapore martellante, quasi ossessivo.

È “Voodoo” il titolo della nuova produzione che sta per vedere la luce ed è accompagnata dal b-side “The Egg”.
Instancabile, Kevin Follet, perpetua nella sua inarrestabile produzione, nella creazione di un percorso in continua metamorfosi ed evoluzione che lo vede arrivare da lontano e che lontano lo accompagnerà.

Un singolo più forte dell’altro, per prendere di petto, testa e cuore, una barriera sonora, disintegrarla e, come in un rituale Voodoo, entrare a impadronirsi dell’anima all’ascolto.

Ancora una volta, il producer veronese mette a segno un colpo straordinariamente efficace.

Signori, segnatevi venerdì 17 settembre! Il folle Voodoo sta arrivando.
Kevin Follet è un esponente veronese della musica elettronica contemporanea distintosi per ricerca, innovazione e sperimentazione. Un artista dalle molteplici identità, che gli hanno permesso di prendere parte a numerosi progetti, proponendo un ventaglio di esperienze sonore incredibilmente vasto. Polistrumentista, dal ’92 ad oggi, ha fatto suoi i più svariati generi: elettronica, edm, idm, trip hop, sperimentale, drone, ambient, punk, jazz, crossover, post metal, sludge. Tra i progetti che lo vedono tuttora impegnato citiamo le band WOWS, Dark Inc. e Cavrones, come solista invece citiamo Viscera AV Show e Sleep Disorder AV Show, progetti che gli hanno consentito di esibirsi in tutta Italia ed anche all’estero. Dal 2010 è socio fondatore di Drummond Records, etichetta discografica di musica elettronica che ha all’attivo numerose produzioni ed un roster di oltre 25 artisti tra nazionali ed internazionali. Ha condiviso il palco con: Shigeto, Superpitcher, Petar Dundov, Arturo Hevia, Einmusik, Tim Paris, Brando Lupi, Ricardo Tobar, Ryan Davis, Tiger Rose, Eraldo Bernocchi, Naresh Ran, Hate & Merda, Bologna Violenta, Chrch, Mayhem, Storm{o}, Estatic Vision solo per citarne alcuni.

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https://kevinfollet.bandcamp.com/

https://www.youtube.com/user/kevinfollet

https://www.instagram.com/kevin_follet/

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Fonte: Liquid Press Ufficio Stampa

I migliori dischi degli ANCIENT RITES

di Matteo Roncari

Tra le mie passioni non c’è solo il doom o il gothic doom ma anche il black metal, ancor di più se ricercato.

Gli ANCIENT RITES non sono solamente pionieri del genere ma hanno sempre dosato una cattiveria in musica mixando gusto ed originalità e spaziando da un black primordiale ad un songwriting denso di spunti letterari, di tradizione e riferimenti alla cultura della loro terra.

Scoperti nel lontano 2001 leggendo la rivista “Grind Zone” decisi di acquistare la loro fatica “DIM CARCOSA”, un album che mi conquistò immediatamente e che mi spinse a cercare ed ascoltare anche i lavori precedenti e continuare a collezionare i successivi.

1 – DIM CARCOSA

E’ indubbiamente uno degli album più belli che il gruppo belga abbia prodotto insieme a “Fatherland”: uscito per Hammerheart Records il disco si presenta con un elegante digipack con i bordi in rilievo proprio come se fosse un libro antico da sfogliare.

L’intro è da pelle d’oca con una melodia di pianoforte soavemente suonato da Domingo Smets che si sviluppa e coinvolge l’ascoltatore e che riecheggia in ogni brano.

Le melodie di pezzi come “And the hornes called for war”, “Victory or Valhalla”, “North Sea”  permangono nella testa e nelle orecchie dell’ascoltatore e lo accompagnano in un viaggio nel passato a riscoprire l’Antica Europa del Nord.

Bellissimo anche l’intermezzo musicale Remembrance e ottima anche la performance vocale del leader Gunther Theys, versatile nell’alternare growls e linee vocali pulite.

Un’icona del genere ancora oggi dopo anni e anni di ascolti.

2 – FATHERLAND

La sola “Mother Europe” vale l’acquisto dell’album: una canzone così rappresenta un inno per ogni europeo legato alla propria terra, alle proprie origini, una lirica da cui molti dovrebbero prendere spunto e riempirsi d’orgoglio.

Una canzone di una potenza unica, di un coinvolgimento totale, che continua a farmi sobbalzare ad ogni ascolto anche grazie ai taglienti riffs e assoli dei chitarristi Erik Sprooten e Jan Yrlund.

Ma non è l’unico caposaldo: anche altri pezzi come “Aris” o la stessa “Fatherland” rappresentano in pieno la visione musicale ed il concept del gruppo belga che, con quest’opera, datata ormai 1998, ha raggiunto un’evoluzione ed un’affermazione del proprio sound e stile.

Un disco da avere a tutti i costi ma che inserisco al secondo posto solo perché oscurato dalla bellezza del suo successore “Dim Carcosa”.

3 – BLASFEMIA ETERNAL

Al terzo posto della mia personale classifica degli album degli ANCIENT RITES inserisco “Blasfemia Eternal”: rispetto ai suoi successori quest’album, del 1996, presenta un sound logicamente più grezzo dove tuttavia già si intravede la predisposizione del gruppo alla sperimentazione, alla ricerca, alla volontà di affermazione del proprio sound in pezzi come “Epebos Aionia”, “Garden of delights”, “Blood of Christ”.

In “Blasfemia Eternal” traspare la genuinità e la sincerità di una band agli esordi e rappresenta la radice che porterà ai capolavori di cui sopra.

Bellissima la copertina che prende spunto da un’opera di Goya; da segnalare che questo capolavoro è stato ristampato di recente anche in un’elegantissima edizione in vinile.

Un ricordo anche al recentemente scomparso Walter Van Cortenberg, batterista della band.