CROWDEAD: recensione di MALPHAS e intervista per la band mantovana che unisce death e thrash metal

L’intervista di Francesco Bommartini

Cosa vi ha spinti a cominciare questo progetto e quali sono i vostri riferimenti per quello che suonate?

Venivamo da un’esperienza che non ha soddisfatto appieno le
nostre esigenze musicali e volevamo riscattarci, attraverso un nuovo
progetto che portasse alla luce al 100% le nostre capacità. Per quanto
riguarda le influenze spaziano da band metal degli anni ’90 – come Pantera e Machine Head – a band dei giorni d’oggi, come i primi
Jinjer e i Trivium.

Malphas è il nome del vostro esordio discografico. Come si sono svolte le registrazioni e…siete soddisfatti del risultato?

L’idea originale era quella di registrare un demo da cinque pezzi. Al
termine di questa registrazione avevamo già pronte le altre tracce: il cd
completo è venuto fuori praticamente da solo. Il nostro stesso producer ha spinto verso la realizzazione di un full album che ha soddisfatto a pieno le nostre aspettative.

Che realtà è quella di Mantova e dintorni per quanto concerne il metal?

Nonostante Mantova non sia una grande metropoli, di locali
ce ne sono, alcuni dei quali ben disposti a fare musica metal. Il problema
viene dalla poca gente che supporta la scena, e di conseguenza la mal
organizzazione dei locali stessi. Ed è per questo che, di comune accordo,
abbiamo preferito sottoscrivere un contratto con un’agenzia di booking, la
Orion Agency di Verona, per avere più date possibili. Purtroppo
nelle nostre zone non è così facile emergere per band di nicchia come la nostra.

Se doveste citare band italiane valide, quali sarebbero?

Senza dubbio The Modern Age Slavery, Injury, Despite Exile,
Destrage, To Shed Skin, Onelegaman, i compaesani Baron Samedi, i Danny Trejo e gli amici Wall of Palemhor.

Quali sono i concerti che ricordate con più piacere e perché?

il concerto al Fura di Gussola con Joker e Sexperience, un grande ritrovo tra amici ma in una grossa discoteca con tantissima gente che è venuta apposta per ascoltarci. Il concerto al Fuoriporta di Cappella, con Stonedrift e Cromadura, che fondamentalmente è stato il nostro concerto d’esordio e come tale lo abbiamo svolto in quella che è la nostra seconda casa. Infine il concerto al Gasoline di Lentigione insieme ai Ny’Mynd, amici di Piacenza.

Secondo voi cosa dovrebbe cambiare in Italia per sostenere la musica?

Come prima cosa ci vorrebbe più elasticità da parte del pubblico e da parte dei locali (e a volte da parte dei gruppi stessi) nei confronti del nostro genere, che è già svantaggiato rispetto ad altri. Seconda cosa le stesse case discografiche dovrebbero agevolare di più i gruppi, promuovendoli di più e chiedendo meno soldi (abbiamo ricevuto delle proposte a dir poco esagerate). Infine gli stessi locali dovrebbero essere più concilianti con le esigenze delle band, che svolgono a tutti gli effetti un servizio ma che a volte sono costrette a scendere a compromessi che sminuiscono.

Cosa pensate dello streaming e dei social, e cosa invece dell’ascolto fisico (vinile, cd…)?

I social, purtroppo o per fortuna, sono diventati indispensabili per pubblicizzarsi, ma d’altra parte viene a crearsi il rischio che la gente
non compri più il disco fisico, per cui la band ha sputato sangue e speso
tempo e denaro. Tuttavia, per fortuna, ci sono ancora persone che
apprezzano di più avere in mano il prodotto fisico che un file sul pc, e
sono le stesse che abbiamo il piacere di trovare sotto il palco.

Quali sono i siti di informazione musicale che seguite maggiormente e perché?

Assolutamente Youtube per la quantità di contenuti al suo interno. MetalItalia, Metal In Italy, RockHard e altre webzine che danno
spazio anche a band emergenti.

Che programmi avete per il futuro?

In cantiere c’è già un nuovo album, con sonorità più taglienti e brani più diretti. Adesso come adesso vogliamo suonare il più possibile in giro per l’Italia, ma il nostro sogno è raggiungere anche palchi esteri, dove il nostro genere è più acclamato.

Pubblicato da

bommaraya

Giornalista. Rock Trotter. Amante della vita e delle sue sfumature.

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