I Got the Music in Me: la dichiarazione d’amore in stile clubbing di April Diamond

April Diamond, l’artista che ha avuto successo nella BILLBOARD Dance con Lose Control, ora pubblica il suo energico seguito I Got The Music in Me. Il singolo la fa sentire “entusiasta, soprattutto di sentire dai fan di tutto il mondo che si stanno godendo la canzone”.

La versione dance moderna della classica canzone di Kiki Dee sta riscaldando le onde radio negli Stati Uniti ed è prevista per essere rilasciata nei club per le riaperture post-pandemia. L’uscita include il pluripremiato David Longoria alla tromba, vincitore di diversi premi, e il Powerhouse Choir, conosciuto a livello internazionale come il gruppo di esibizioni delle scuole superiori che ha ispirato GLEE.

Secondo il produttore Robert Eibach, “Mi sono divertito a remixare la canzone: gli artisti hanno creato una combinazione unica che i club già adorano”. April ha iniziato una serie estiva di spettacoli dal vivo in California e Texas per entusiasmare le folle e viaggerà attraverso il paese per ulteriori spettacoli e apparizioni.

Ma veniamo al brano. Senza dubbio strappa piu’ di un sorriso con il suo andamento catchy e sbarazzino. E d’altronde, non abbiamo forse tutti bisogno di ridere e divertirci, ancor di piu’ dopo questa estenuante pandemia? Quindi benvenga, anche perché effettivamente la tromba fa la diffrenza.

Il pezzo inoltre risulta piu’ corposo proprio grazie alla presenza dei coristi che ne riempiono le linee vocali e le atmosfere, creando un risultato apprezzabile. I Got the Music in Me è una dichiarazione d’amore per la musica fin dal titolo. Una dichiarazione che si sposa bene con il clubbing, e con la voglia di scrollarsi di dosso negatività che a volte sembrano piu’ grandi di noi.

“Non mi lascio buttare giu’ dalla vita”, dichiara la Diamond nel brano. Ed è quello che tutti cercano di fare, quotidianamente. Se poi la colonna sonora, con quella tromba sorniona ad insinuarsi in un ritmo insistito, aiuta…beh, è una marcia in piu’, forse due per chi ama queste sonorità.

JohnQualcosa – AmbraMarie Project il 27 giugno a Villa del Bene

a Villa del Bene (Volargne di Dolcè)

Si chiama JohnQualcosa ma si legge AmbraMarie il concerto che si terrà domenica 27 giugno, dalle 19, nel grande cortile interno di Villa del Bene. Il progetto musicale infatti è stato fondato dalla grintosa rocker che ha stupito tutti nell’edizione XFacor 2009.

I JohnQualcosa sono un duo donna/uomo. AmbraMarie lei, Raffaele D’Abrusco lui. Si formano nel 2011, parallelamente ai loro altri progetti musicali. Del 2018 il loro primo tour, del 2020 il primo album “Sopravvivere agli amanti” sviluppato con Mattia Degli Agosti (Illegal Studios) e Alex Carnevali (Bounce Recording Studio), e che vanta la partecipazione di Filippo Cornaglia (Niccolò Fabi, Bianco, Andrea Laszlo De Simone) nelle batterie e percussioni.

L’evento, organizzato nella splendida struttura da Anthill Booking e dall’associazione Cultura Innovativa, patrocinato dal Ministero della Cultura e dal Comune di Dolcè, è ad ingresso gratuito ma con prenotazione obbligatoria all’indirizzo mail info@villadelbene.com. L’inizio dei concerti è previsto alle 19 con le esibizioni dei gipsy/funk La Revancha, della sperimentale Emily Breva, del cantautore Mik Stefanuto e della dolce voce di Francesco Colombo. Possibilità di cenare nel giardino interno della villa con panini.

Ma Villa del Bene non è solo concerti. All’interno della struttura vengono organizzate anche presentazioni di libri, mostre d’arte, conferenze, meeting, degustazioni, picnic nel giardino e, quando sarà possibile, matrimoni e celebrazioni. Inoltre nei prossimi mesi la villa diventerà un importante snodo per il cicloturismo e il turismo sostenibile. Infatti chi è interessato potrà noleggiare biciclette direttamente in loco, per poi inforcare la ciclabile che costeggia il fiume Adige cui spingersi fino a Innsbruck. In attesa del collegamento con il centro di Verona…

“La nostra intenzione è quella di costruire uno spazio inclusivo in cui tutti, bambini compresi, possano godere di storia, natura, arte e sostenibilità del vivere”, spiega Andrea Maimeri di Cultura Innovativa partner di Villa Del Bene Network, “gli artisti qui sono benvenuti. La pandemia non è stata facile da gestire, ma ora siamo pronti a far vivere a chi lo vorrà un’estate stimolante, con nomi di sicuro interesse di livello nazionale”. La serata sarà presentata da Fabio Ricci.

MAURO OTTOLINI e SOUSAPHONIX il 29 giugno a Cavaion per la sonorizzazione live di “Inferno”

29 giugno 2021, dalle 21,15

Teatro Arena Torcolo (Cavaion Veronese)

Martedì 29 giugno alle 21,15, nel Teatro Arena Torcolo di Cavaion (VR), Mauro Ottolini e l’Orchestra Sousaphonix presentano uno straordinario progetto dedicato a Dante Alighieri nell’anniversario dei 700 anni dalla morte (1321-2021), con la sonorizzazione dal vivo di un capolavoro del cinema italiano realizzato dal regista Francesco Bertolini:  “Inferno” (1911). Uno spettacolo che unisce Musica, Cinema e Teatro, con la recitazione di alcune terzine di Alessandro Anderloni. Lo spettacolo fa parte del cartellone dell’O-Live Fest.

E’ richiesta la prenotazione online su Eventbrite, anche per permettere la gestione ottimale delle misure anti-Covid 19. Ecco il link per assicurarsi il posto: http://bit.ly/2RPZ3iX

Il biglietto di 15 euro si pagherà poi direttamente alla cassa.

Si prega di presentarsi almeno 45 minuti prima dell’inizio dello spettacolo. 

In caso di maltempo lo spettacolo – organizzato dal Comune di Cavaion in collaborazione con la Pro Loco di Cavaion e l’associazione Jazz & More – si terrà nel palazzetto dello sport di Cavaion.

Il film Inferno di Francesco Bertolini segnò nel 1911 una rivoluzione nella storia del cinema. Nessuno, prima o dopo, ha osato confrontarsi con la trasposizione cinematografica dell’intera prima cantica della Divina Commedia di Dante. Tra fumanti ghiaioni scoscesi, lande desolate bucate da spettrali sepolcri, antri illuminati da lampi improvvisi, orridi, spelonche e fiumi di pece, si muovono Dante e Virgilio incontrando dannati, diavoli, centauri e giganti.

Mauro Ottolini è autore di un nuovo e sorprendente commento musicale del film. Non estraneo alle sonorizzazioni di capolavori del cinema, come Seven Chances di Buster Keaton, Ottolini affronta ora la sfida di far “suonare” Dante. La sua è una colonna sonora di matrice rock, una musica visionaria dai connotati pulp, che si sposa con l’eccentricità di effetti speciali ante litteram. Accanto alle inconfondibili sonorità di Ottolini, vi sono tracce del blues di Skip James e Charles Mingus in un amalgama di drammaticità, grottesco e ironia. Molti sono i musicisti che hanno collaborato con Sousaphonix in occasione di concerti e incisioni, tra i quali Enrico Rava, Antonello Salis, Paolo Fresu, Joe Bowie, Don Moye, Gavino Murgia, Giovanni Falzone, Dan Kinzelman…

Mauro Ottolini © Roberto Cifarelli


Con Mauro Ottolini e la sua Sousaphonix, sul palcoscenico, a dare voce alle terzine dell’Inferno, c’è l’attore Alessandro Anderloni che del progetto è anche l’ideatore e il drammaturgo e che ha curato l’allestimento forte di una pluridecennale esperienza di messa in scena della Divina Commedia in forma teatrale, musicale e coreutica. Inferno è stato seguito in anteprima mondiale il 19 agosto 2016 sul palcoscenico del Film Festival della Lessinia.

La formazione della Sousaphonix: Mauro Ottolini, Vincenzo Vasi,
Corrado Terzi, Guido Bombardieri, Paolo Malacarne, Enrico Terragnoli, Danilo Gallo, Gaetano Alfonsi.

Per informazioni e interviste contattare l’ufficio stampa ArtCorner alla mail artcornermusic@gmail.com

ANTEPRIMA ESCLUSIVA: 14 metal band cinesi unite dell’italiana ArtCorner per la compilation CHINA METAL ASSAULT: KILLING COVID-19

Una compilation di metal cinese per sottolineare la vicinanza tra la Cina e l’Italia nella lotta contro il Coronavirus. Questa è l’idea alla base di “China Metal Assault – Killing Covid-19”. La compilation è stata creata dall’etichetta veronese ArtCorner, che offre anche servizi di promozione musicale, con un occhio di riguardo per il digitale. Il lavoro è ascoltabile sulle principali piattaforme di streaming, da Spotify a Deezer, da YouTube a iTunes e da altri servizi, tra cui alcuni dedicati proprio alla Cina.

Il Promo della compilation

Al suo interno convivono band con due comuni denominatori: la provenienza e il genere metal. Ma, come sanno gli appassionati, le nicchie del metal sono molteplici. Gli ascoltatori si troveranno ad ascoltare tanto hard rock ed heavy, quanto death, thrash e grind. La provenienza dei 14 gruppi che hanno donato alla compilation altrettanti brani va da Shangai a Pechino, passando addirittura per Wuhan. Sì, proprio la città simbolo della pandemia che, partita dalla Cina, sta colpendo duramente tutto il mondo, Italia compresa. Tra le band coinvolte c’è anche quella degli Skycrater, dietro cui si cela l’unico artista italiano, che in Cina studia da tempo. Inoltre ci sono gli Hellfire da Wuhan, città tristemente nota per la provenienza del virus che sta tenendo sotto scacco il mondo intero.

Da ArtCorner ci tengono a far sapere che “sono stati scelti solo gruppi che hanno certe qualità. L’aggressività della proposta va letta nell’ottica della lotta comune contro un nemico invisibile, il virus. Il supporto che la Cina ha dato all’Italia è encomiabile, ma anche la nostra nazione ha sostenuto il paese asiatico”. Sulla propria attività ArtCorner specifica “la vicinanza con la scena underground. Offriamo servizi di promozione – ufficio stampa e digital pr – a prezzi contenuti. Chi si affida a noi sarà promosso sia in Italia che all’estero, e avrà la possibilità di ottenere consulenze sull’utilizzo dei social”.

Tracklist (nome band, “nome canzone”, (genere e provenienza):

1 – Dashengun “我可真是个人才” (Progressive metal da Pechino)

2 – Nower “Hammer&Scars” (Metalcore da Xilinhaote)

3 – Slaves of the Prison “Singularity” (Death metal tecnico da Nanning)

4 – Chemical Assault “Beer” (Thrash metal da Lanzhou)

5 – Dressed to Kill “Speed metal mania” (Heavy metal da Pechino)

6 – Psyclopus “Beowulf’s Sword” (Viking metal da Shanghai)

7 – Haematemisis “Kerrlit’s Top Spicy Big Cock” (Brutal death metal da Shanghai)

8 – Direwolf “Ghost” (Melodic death metal da Hanghzou)

9 – Skycrater “A Glimpse of Dawn” (Heavy metal da Nanning)

10 – Dark Moon “Life in Darkness” (Death metal da Pechino)

11 – Eyes of the Storm “Hurricane 1922”

12 – Impure Injection “Genetically Modified Utopia” (Grindcore da Zibo)

13 – Hellfire “双生情蠱” (Black/Thrash metal da Wuhan)

14 – Dog Slayer “Ashigaru” (Heavy metal da Hanghzou)

Contatti: artcornermusic@gmail.com

Premio Andrea Parodi: il bando, con tutte le istruzioni per partecipare

In un momento storico dettato dall’emergenza sanitaria, l’arte e la musica devono continuare a svolgere il loro fondamentale ruolo. È con questo spirito che resta attivo il bando di concorso dell’unico contest europeo di world music, il “Premio Andrea Parodi”, disponibile su www.fondazioneandreaparodi.it ed aperto ad artisti di tutto il mondo.

L’iscrizione è gratuita. Per partecipare occorre inviare due brani non strumentali (anche già editi), che siano identificativi di un intero progetto artistico che rientri nei canoni della world music. Le finali della 13a edizione, con la direzione artistica di Elena Ledda, quest’anno sono in programma dall’8 al 10 ottobre, come sempre a Cagliari.

Di grande interesse i bonus per il vincitore, fra cui una serie di concerti e di partecipazioni ad alcuni dei più importanti festival italiani di musica di qualità nelle edizioni del 2021: dall’“European jazz expo” in Sardegna a Folkest in Friuli, dal Negro Festival di Pertosa (SA) e allo stesso Premio Parodi, ma anche in altri eventi che saranno man mano annunciati. Oltre a questo, avrà diritto a una borsa di studio di 2.500 euro. Al vincitore del premio della critica andrà invece la realizzazione professionale del videoclip del brano in concorso, a spese della Fondazione Andrea Parodi.

Le domande di iscrizione dovranno essere inviate entro e non oltre il 15 maggio 2020, tramite il format presente su www.fondazioneandreaparodi.it (per informazioni: fondazione.andreaparodi@gmail.com ).

Dovranno contenere:

– 2 brani (2 file mp3, provini o registrazioni live o realizzazioni definitive, anche già edite; indicare con quale dei due brani si intende gareggiare);

– testi ed eventuali traduzioni in italiano dei due brani;

– curriculum artistico del concorrente (singolo o gruppo);

Tra tutte le iscrizioni la Commissione artistica istituita dalla Fondazione selezionerà, in maniera anonima, da otto a dodici finalisti; i finalisti si esibiranno a Cagliari in ottobre davanti a una Giuria Tecnica (addetti ai lavori, autori, musicisti, poeti, scrittori e cantautori) e a una Giuria Critica (giornalisti). Entrambe le giurie, come negli scorsi anni, saranno composte da autorevoli esponenti del settore.

A prevalere nel 2019 è stato un gruppo multietnico, la Fanfara Station, composto da musicisti provenienti da Tunisia, Usa e Italia. Le precedenti edizioni sono state vinte nel 2018 da La Maschera (Campania), nel 2017 da Daniela Pes (Sardegna), nel 2016 dai Pupi di Surfaro (Sicilia), nel 2015 da Giuliano Gabriele Ensemble (Lazio), nel 2014 da Flo (Campania), nel 2013 da Unavantaluna (Sicilia), nel 2012 da Elsa Martin (Friuli), nel 2011 da Elva Lutza (Sardegna), nel 2010 dalla Compagnia Triskele (Sicilia), nel 2009 da Francesco Sossio (Puglia).

La manifestazione è nata per omaggiare un grande artista come Andrea Parodi, passato dal pop d’autore con i Tazenda a un percorso solistico di grande valore e di rielaborazione delle radici, grazie al quale è diventato un riferimento internazionale della world music, collaborando fra l’altro con artisti come Al Di Meola e Noa.

Partner della manifestazione sono, oltre ai festival succitati: Jazzino, Premio Bianca d’Aponte, Premio Loano per la Musica Tradizionale Italiana, Mare e Miniere, Mo’l’estate Spirit Festival, Fondazione Barùmini, Labimus (Laboratorio Interdisciplinare sulla musica dell’Università degli studi di Cagliari, Dipartimento di lettere, lingue e beni culturali), Consorzio Cagliari Centro Storico, Boxofficesardegna, Peugeot Mario Seruis Automobili.

Media partner sono Rai Radio Tutta Italiana, Rai Sardegna, Tiscali, Radio Popolare, Unica Radio, Sardegna Uno, Televisione Ejatv, Sardegnaeventi24.it, Il giornale della musica. Blogfoolk, Folk Bulletin, Mundofonías (Spagna), Petr Dorůžka (Rep. Ceca), Concertzender Nederland (Olanda).

Il Premio Andrea Parodi è realizzato dall’omonima Fondazione grazie a: Regione autonoma della Sardegna (Fondatore), Assessorato della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport e Assessorato del turismo, artigianato e commercio; Fondazione di Sardegna; Comune di Cagliari (patrocinio e contributo); NUOVOIMAIE; SIAE – Società Italiana degli Autori ed Editori; Federazione degli Autori.

Per maggiori informazioni:

www.fondazioneandreaparodi.it

info@premioandreaparodi.it

fondazione.andreaparodi@gmail.com

La Verona musicale unita contro il Covid-19 con una “Canzone tra le Stanze”

di Francesco Bommartini

Un paio di giorni fa Antonio Bombara, gestore dell’Opificio dei Sensi e cantante dei Club Dumas, mi ha contattato per presentarmi un brano. Niente di stano: una canzone per un giornalista musicale. Sennonché questa traccia si chiama Canzone tra le stanze ed è più di una semplice composizione. E’ una dichiarazione di guerra al Covid-19. E per questo il caro Antonio, con cui ho organizzato tre rassegne musicale all’Opificio dei Sensi, mi ha chiesto di scrivere una presentazione. La trovate qui sotto, scritta nell’ottica di chi sente l’Opificio una parte di sè.

Vedere l’Opificio vuoto, senza gli eventi che ne hanno contraddistinto l’attività, è meglio solo di una cosa: non poterlo vedere affatto. E’ quello che sta accadendo in questi giorni di lockdown, in cui il Coronavirus sta creando emozioni difficili da equilibrare. Per favorire il processo di accettazione ed aiutarci ad avere fiducia in un futuro che speriamo vicino, i Club Dumas hanno deciso di fare un featuring enorme con musicisti e artisti veronesi che hanno contribuito alla nostra crescita culturale.

Abbiamo deciso insieme di chiamarlo “Canzone tra le stanze”, come se un unico brano potesse risuonare, e riportare la vita, negli spazi che viviamo quotidianamente. Spazi che, se chiudete gli occhi, potranno tornare ad essere il solito accogliente Opificio.

Una canzone contro il Coronavirus, il nostro ringraziamento a chi si spende a mani nude contro il fuoco. Saremo l’acqua che lo spegnerà.

In attesa di potervi ospitare, ancora e sempre a braccia aperte, nel Nostro locale.

Il brano con videoclip, a cui hanno partecipato artisti veronesi

YUSUF/CAT STEVENS: la ristampa di BACK TO EARTH in Super Deluxe Box

Nel 1978, dopo aver venduto milioni di dischi ed essere diventato uno dei più grandi artisti internazionali degli anni ’70Cat Stevens ha deciso di uscire dai riflettori da rock star ed andare oltre. Lo stesso anno è uscito il suo ultimo album sotto quel nome. Mentre la schiera di suoi fan era rattristata dalla notizia, insieme ai musicisti che hanno suonato con lui sia in tour che nei dischi, il cantante in realtà era euforico all’idea di questo cambiamento. “Era come tornare alla mia vera natura” riflette su quel momento. “Indietro fino all’infanzia con gli occhi spalancati”.

Giustamente intitolato Back To Earth, è stato il suo regalo di addio: un album che ha visto il cantante londinese salutare i suoi fan e allo stesso tempo spiegare la sua decisione di lasciare con canzoni come Last Love Song e Just Another Night. “Quello che succede dietro la facciata della celebrità o del palco può essere un vero e proprio mondo a sé stante”, dice ora, “e questo è quello che è stato la maggior parte delle volte. Ho mantenuto il mio buonsenso e ho tenuto gli occhi aperti.”

https://www.youtube.com/watch?v=bx1xYUs9xqs

Oggi, 10 Aprile 2020, vede la ripubblicazione di Back To Earth su Cat-O-Log Records/BMG in formato BOX Super Deluxe che contiene l’album originale (rimasterizzato ad Abbey Road), due brani inediti (Butterfly e Toy Heart), il master stereo originale del 2001, brani live, demo rare due registrazioni bellissime ed assolutamente inedite, l’album del fratello David Alpha Omega prodotto da Yusuf/Cat Stevens stesso e materiale del concerto per l’Unicef del 1979 Year Of The Child, l’ultima esibizione dal vivo del cantante con il nome Cat Stevens.

Dopo la sua uscita, Back To Earth ha ricevuto critiche entusiaste. Cat Stevens ha pensato a lungo e intensamente di lasciare la sua carriera musicale. Tralasciando la sua generale disillusione nei confronti della fama, il cantante ha vissuto un’epifania spirituale dopo essere stato colto da una fitta corrente e quasi annegato nuotando nell’Oceano Pacifico tre anni prima. Piangendo rivolgendosi al cielo ha detto, “Se mi salvi, lavorerò per te”, fu salvato da un’onda delicata che lo riportò sulla riva.


Quello che lui chiama il suo “graduale risveglio” e la decisione di diventare Mussulmano nel 1977, cambiando il suo nome in Yusuf Islam, è stata scatenata dal fratello nel momento in cui ha regalato al cantante una copia del Corano per il suo 27° compleanno. “Avevo scoperto un nuovo modo di vedere l’universo.” spiega. “Come un bambino che aveva viaggiato su di un razzo spirituale verso un nuovo eccitante mondo.”

“Ci sono molti messaggi affascinanti nelle canzoni e nei testi di questo album; The Artist non ha parole, perché non riuscivo a trovare le parole per lodare a sufficienza il Creatore per questo incredibile universo; Daytime trasmette il senso di innocenza che ho riscoperto; infine Never è decisamente appropriata come ultima traccia e giustamente è piena di speranza e sentimenti.”

Back To Earth è stato sicuramente un notevole ritorno in gran forma, riunendo Stevens con Paul Samwell-Smith, il produttore dei suoi storici album multi platino Tea For The Tillerman (1970) e Teaser And The Firecat (1971), oltre che a consolidare la sua collaborazione creativa con il chitarrista di lunga data Alun Davies.