Il chitarrista belga HOPPER distribuito dall’italiana VREC MUSIC LABEL

Il blues americano ed il rock europeo trovano nuova dimora nell’album “Bloodstone” del giovane cantautore e chitarrista belga Thomas Frank Hopper, licenziato in distribuzione esclusiva per l’Italia da Vrec Music Label. Il disco è disponibile da oggi 30 settembre in versione CD e LP (vinile colorato rosso marmorizzato d’importazione) oltre ai tradizionali store digitali (LINK). 

Dodici canzoni registrate come negli Anni Settanta: classic rock con chitarre potenti ed assoli alla ricerca di un sound sporco e vero. Come nella title track “Bloodstone” o nella cavalcata incessante “Come Closer”. Non mancano i brani più sexy e funky come “Dirtylicious” o “Sweet Black Magic Sugar Babe”. Ma è quando l’artista, insieme alla sua band, sperimenta soluzioni sonore più avvolgenti che esce il talento del cantautore belga considerato dalla stampa rock europea il nuovo Robert Plant: vedi la splendida “Tomb of the Giant” o nel riff in lapsteel di “Into the Water” o “Crazy Mojo”. Un album rock di prim’ordine, sulla scia del successo di Greta Van Fleet con la differenza che Hopper aggiunge personalità ed originalità in tutte le canzoni. 

Guarda il video “Ditylicious”.

“Bloodstone” è stato prodotto da Hopper e registrato senza click recording, autotune seguendo l’istinto della musica Seventy da Alexandre Leroy presso lo Studio Six in Brussels (Belgio). Nell’album il brano “Bad Business” vede la partecipazione del famoso chitarrista belga Frederic Lani (Fred & the Healers).

Thomas Frank Hopper (alias Thomas Verbruggen) è un cantante, cantautore e musicista belga. Una giovinezza passata in Africa, chitarrista specializzato in lapsteel, Hopper ha creato in Belgio il suo proprio marchio Rock Nation. L’esordio è nel 2015 con ‘EP di 5 canzoni “No Man’s Land” a cui segue nel 2018 un nuovo EP di 4 brani prodotto da Marc Gilson & Olivier Peeters. Il vero esordio arriva con l’album “Bloodstone” uscito nel 2021 in Belgio e licenziato in esclusiva per Italia, Svizzera e San Marino da Vrec Music Label nel 2022 (CD e LP distribuiti Audioglobe).

01. Bloodstone; 02. Come Closer; 03. Dirtylicious; 04. Sweet Black Magic Sugar Babe; 05. Into The Water; 06. Tomb of the Giant; 07. Tatanka; 08. Dab Business; 09. Crazy Mojo; 10. Mad Vagabond: 11. Savages; 12. Mississippi. www.thomasfrankhopper.com 

Giornalismo musicale sul web: il premio MUSICLETTER al MEI di Faenza questo weekend

I vincitori della 10ª edizione della TARGA MEI MUSICLETTER, il premio nazionale per il giornalismo musicale sul web ideato da Luca D’Ambrosio con la collaborazione del patron del MEI Giordano Sangiorgi, sono “Extra! Music Magazine” come Miglior Sito Collettivo e“Una volta ho suonato il sassofono”di Giuseppe Di Lorenzo come Miglior Blog PersonaleIl Premio speciale – Targa Mei Musicletter, destinato quest’anno alla “Migliore iniziativa culturale contro la guerra”, va a“Canzoni contro la guerra”.

«Sono trascorsi dieci anni dalla prima edizione della Targa Mei Musicletter, ovvero il premio nazionale per il giornalismo musicale sul web, ma l’auspicio è sempre lo stesso: tentare di scegliere le migliori realtà online che si occupano di critica e informazione musicale – spiega Luca D’Ambrosio – Un modo per cercare di offrire al grande pubblico della rete un’alternativa a ciò che ogni giorno viene proposto in maniera omologata dai grandi canali di comunicazione. Un premio, insomma, rivolto a siti collettivi e blog personali che, nonostante tutto, continuano a trattare con passione e professionalità di dischi e artisti che molto spesso non trovano spazio nei mass media. Sempre che oggigiorno parlare di critica musicale abbia ancora un senso».

«Oggi il giornalismo musicale, – dichiara Giordano Sangiorgi – per il ruolo di critica e stimolo che dovrebbe avere, deve trovarsi un nuovo spazio, in modo da tornare centrale nel dibattito culturale e musicale. Un premio del giornalismo musicale deve servire a segnalare chi ha mantenuto alta l’asticella della scrittura coniugandola con una facile accessibilità e un’attenzione alta, contrastando così con forza la riduzione della comunicazione sulla musica a mero marketing commerciale».

Ecco invece cosa dicono di sé i vincitori della Targa Mei Musicletter 2022.

Fabrizio Biffi racconta così Extra! Music Magazine (www.xtm.it), vincitore del premio per il Miglior sito collettivo

«“Extra! Music Magazine” è una rivista musicale on line nata nel 2002 grazie a un’idea mia, di Claudio Biffi, di Francesco Donadio, di Maurizio Corati, di Giuliano Salberini e di Francesco Giuliani. L’idea iniziale, e quella che si è sviluppata fino a oggi, è di esplorare e intercettare le evoluzioni e le tendenze della musica rock & pop italiana e internazionale attraverso un collettivo editoriale, che conta oggi quasi cento collaboratori in tutta Italia, che ogni giorno alimenta la rivista con articoli, recensioni, reportage fotografici, notizie e monografie. Con un archivio di oltre 40.000 articoli, “Extra! Music Magazine” oggi è un punto di riferimento per gli appassionati, i musicisti e gli addetti ai lavori del meraviglioso mondo della musica».

Di seguito le parole di Giuseppe Di Lorenzo di “Una volta ho suonato il sassofono” (www.unavoltahosuonatoilsassofono.com) premiato come Miglior blog personale: «“Una volta ho suonato il sassofono” è un esperimento di critica rock. In dieci anni di attività, al suo interno sono mutati i linguaggi e i metodi di ricerca e comparazione: dall’amatorialismo al giornalismo, passando per i podcast fino ad approdare sulle piattaforme video. Il “Sassofono” non è un posto dove si vendono epifanie, è una fucina di domande, dubbi, incertezze. Come si scrive di musica? Cosa si può dire che la musica non esprima già da sé? Ma soprattutto: a chi serve oggi la critica rock?».

In merito a Canzoni contro la guerra (www.antiwarsongs.org), che si è aggiudicato il Premio speciale – “Migliore iniziativa culturale contro la guerraLorenzo Masetti afferma: «“Canzoni contro la guerra” è stato fondato nel 2003 subito dopo l’inizio della guerra in Iraq come raccolta di testi relativi a canti di tutto il mondo e di tutte le epoche a contenuto pacifista e antimilitarista. In questi quasi vent’anni, grazie a numerosi collaboratori, il sito ha raccolto testi, commenti, traduzioni e video di canzoni legate dal filo conduttore dell’opposizione alla guerra e a ogni forma di violenza e oppressione».

La premiazione della Targa Mei Musicletter 2022 si terrà l’1 ottobre, dalle ore 17.45, presso la Sala del consiglio comunale di Faenza, nel corso del Forum del giornalismo musicale diretto da Enrico Deregibus.

Sul sito del MEI è disponibile il programma completo e aggiornato dell’intera manifestazione.

Albo d’oro «Targa Mei Musicletter»

2021

– Humans vs Robots (Miglior sito web)

– Onde Funky di Paola Gallo (Miglior blog personale)

– Bauli in Piazza – We Make Events Italia (Premio speciale “Migliore iniziativa sociale a sostegno della musica e dello spettacolo”)

2020

– Il Giornale della Musica (Miglior sito web)

– Going Underground di Monica Mazzoli (Miglior blog personale)

– Goodfellas (Premio speciale “Miglior distributore discografico”)

2019

– Deerwaves (Miglior sito web)

– Pensierosecondario di Stefano Solventi (Miglior blog personale)

– Noi siamo Afterhours di Giorgio Testi (Premio speciale “Miglior documentario musicale”)

2018

– Kalporz (Miglior sito web)

– Reverendo Lys di Franco Dimauro (Miglior blog personale)

– Umbria Jazz (Premio speciale “Miglior festival musicale italiano”)

2017

– Rockol (Miglior sito web)

– L’ultima Thule di Federico Guglielmi (Miglior blog personale)

– Big Time (Premio speciale “Miglior ufficio stampa”)

2016

– DLSO (Miglior sito web)

– Tony Face di Antonio Bacciocchi (Miglior blog personale)

– Rock and Roll Circus e Rock Bazar (Premio speciale “Miglior programma radiofonico” – ex aequo)

2015

– Sentireascoltare (Miglior sito web)

– Venerato Maestro Oppure di Eddy Cilìa e Withnail e io di Carlo Bordone (Miglior blog personale – ex aequo)

– Blow Up (Premio speciale “Miglior rivista cartacea”)

2014

– Distorsioni (Miglior sito web)

– L’ultima Thule di Federico Guglielmi (Miglior blog personale)

– Webnotte, Roxy Bar TV, Casa Bertallot, Ghiaccio Bollente e Rai Gulp Music (Premi speciali per l’informazione musicale sul web e in TV).

2013

– OndaRock (Miglior sito web)

– Venerato Maestro Oppure di Eddy Cilìa (Miglior blog personale)

– Nessun premio speciale

MARESIA: il nuovo disco di FABRIZIO PIEPOLI

«In portoghese la parola “Maresia” significa la spuma di mare che si vaporizza nell’aria quando il vento sferza la cresta delle onde. È il sudore del mare che gioca a rincorrersi. È una corsa a braccia spalancate che ha in sé l’incedere terzinato della tarantella e comunica un senso di espansione, di apertura alare, di gioia oceanica. Maresia è l’incessante mescolarsi di lingue, storie, genti del passato, del presente, del futuro. Il mio canto è sogno e maresia».

Più che una presentazione, più che un manifesto programmatico di composizione e ispirazione, le parole di Fabrizio Piepoli sono poesia, percorsi, visioni. Il suo nuovo album Maresia (prima uscita della neonata etichetta Zero Nove Nove) è un itinerario mediterraneo, un progetto in cui emerge definitivamente la sua poliedricità di polistrumentista e compositore, di autore e studioso delle tradizioni musicali del Mediterraneo, e di ammaliante interprete. Dieci brani che rappresentano perfettamente gli orizzonti musicali di Piepoli – noto in particolare per la sua militanza con La Cantiga de la Serena, Raiz e Radicanto, oltre che per le sue numerose collaborazioni – il quale dichiara: «Sono canti di una storia fluida che ogni volta racconta qualcosa di nuovo. Ho raccolto tra le mie mani suoni, parole, gesti e memorie, le ho lanciate in aria e mi sono ricadute addosso, mischiate. Il mio passato, quello che ancora continua a parlarmi, lo inseguo e si disintegra, si mescola ad altri elementi come voci nelle stradine di un mercato e poi di nuovo riappare, a dirmi cose che ancora non so».

Maresia esplora la musica popolare e d’autore pugliese e del Sud Italia con un’attitudine mediterranea e una minuziosa ricerca del suono, da sempre segni distintivi del musicista barese, che nell’album canta e suona numerosi strumenti come chitarra battente, oud, saz, chitarra classica, basso, shruti box, dayereh, daff, sajat e moorchang. La voce di Fabrizio Piepoli è un universo fluido, dallo stile fortemente melismatico. È una voce di tenore leggero capace di toccare i suoni gravi del registro baritonale e di estendersi a quelli acuti di mezzo-soprano. Una vocalità sofisticata che gioca continuamente con la propria identità, col maschile e il femminile, l’Oriente e l’Occidente. La chitarra battente tipica della tradizione del Sud Italia, l’oud arabo, il saz turco, filtrati spesso attraverso effetti e loop machines,  sono gli strumenti che accompagnano il canto di Piepoli, il racconto appassionato delle sue radici, per dare vita a un nuovo sound: la TARABTELLA, l’incontro fra tarantella pugliese e il tarab della melodia araba, la gioia della danza e l’estasi dell’ascolto. L’incedere terzinato della tarantella, la reinvenzione di Marisa Sannia e Amalia Rodriguez, il dialogo tra tarantella garganica e fado portoghese, lo studio dei cantori di Carpino e l’amore per gli strumenti tradizionali arabi e turchi, la tradizione arbëreshë e i canti di migrazione: tutto ciò anima e muove un disco prezioso, un cammino di melodie e filigrana.

Le lingue come gli strumenti musicali sono creature permeabili. La necessità del racconto e della narrazione spinge loro a mutare, ad adattarsi, a evolversi. La musica di Piepoli va alla ricerca di questi innesti sonori, indispensabili per esprimere la sua visione personale. Maresia è il simbolo dei destini incrociati di genti, storie, lingue e canti che hanno mosso e fecondato la storia, rendendola ibrida e caleidoscopica. Un passato che transita nel presente e ispira il futuro. 

DE ANDRE’ riletto da MUSICA NUDA. Un super cd audio a due canali registrato live.

Esce oggi, 30 settembre, “Girotondo De André” (Fonè records/Ird), il Super Audio Cd a due canali (ascoltabile su tutti i lettori Cd) di “Musica Nuda”, il duo composto da Petra Magoni e Ferruccio Spinetti. Si tratta di un live omaggio al cantautore genovese registrato in occasione dei concerti dell’edizione del “Fonè Music Festival Piaggio 2021” di Pontedera.

Nove brani in tutto, un piccolo viaggio tra canzoni note e meno note, tra cui spicca una vera chicca, “La nova gelosia”, un adattamento di un canzone popolare napoletana incisa da Faber nell’album “Le nuvole” dopo averla ascoltata dalla voce di Roberto Murolo. “Musica Nuda”, con Ferruccio Spinetti per l’occasione alla chitarra, ne fa una versione intensa ed emozionante.

Gli altri titoli sono: Ho visto Nina volare, Disamistade, Canzone dell’amore perduto, Il gorilla, Morire per delle idee, Primo Intermezzo e Secondo Intermezzo, Girotondo, Preghiera in gennaio/Inverno.

Lo spettacolo è stato ideato per un concerto tenuto a L’Agnata (la residenza di Fabrizio De André e Dori Ghezzi in Sardegna) il 9 agosto del 2021 nell’ambito della rassegna di Paolo Fresu “Time in jazz”. Un mese dopo fu replicato al museo Piaggio dove è stato registrato in presa diretta live.

A parte Disamistade, canzone che già fa parte del repertorio di Musica Nuda, tutti i brani sono stati arrangiati appositamente per la realizzazione di questo omaggio. L’approccio è quello che da vent’anni caratterizza Musica Nuda: le tessiture vocali di Petra Magoni e il virtuoso contrabbasso di Ferruccio Spinetti rivestono i brani con classe, originalità e un pizzico di follia.

La foto di copertina è di Reinhold Kohl ed è stata gentilmente concessa da Dori Ghezzi.

“Girotondo De André” è il primo album del progetto “Fonè Music Festival Piaggio 2021” di cui fanno parte altri quattro Super Audio Cd di prossima uscita: ASTRIGNEME / Raiz & Radicanto, GIRASOLI / Mirabassi trio, POINCIANA / Scott Hamilton, REFLECTIONS / Julian Oliver Mazzariello.

TECNOLOGIA DI INCISIONE

L’incisione è stata effettuata da Giulio Cesare Ricci con attrezzatura sia analogica (Ampex ATR 102 Electronic Tube Ampex Model 351-1965 2 tracks, 1/2 inch, 30ips modificato da David Manley) che digitale (Pyramix Recorder, dCS A/D and D/A converters).

Per il SACD è stato utilizzato il formato DSD, su Pyramix con i convertitori dCS A/D e D/A DSD.

Dal 1998 Giulio Cesare Ricci incide in DSD 64 x 44.1 bit con workstations Signoricci ex Philips che montano programmi Pyramix, convertitori dCS analogico/digitale 904 e convertitori dCS digitale/analogico 954, tutto questo per realizzare al meglio i SACD Fonè.

La masterizzazione del SACD è stata realizzata utilizzando il sistema “Signoricci” interamente analogico e valvolare; un sistema allo “stato dell’arte” senza manipolazione del suono, equalizzazione, riverbero, compressione ed espansione, ma suono naturale e timbrica vera per esaltare al meglio l’acustica dell’Auditorium del Museo Piaggio.

Com’era bello: le relazioni e la loro profondità nel singolo di HAJI

E’ uscito in radio e nelle principali piattaforme digitali “Com’era bello”, il folgorante singolo d’esordio del cantautore Haji, pubblicato dall’etichetta padovana Volavoce Records e distribuito da Lucky Agency, agenzia di comunicazione e marketing
di Padova.

Com’era bello” è un brano intenso ed emozionante, caratterizzato da una voce calda, decisa, vissuta e spontanea, dove convivono suoni moderni e accattivanti, la voglia di far conoscere uno stile autentico e che rappresenta una nuova frontiera del cantautorato indie pop italiano. Il risultato è spiazzante.

Colpiscono la freschezza e la maturità di un primo singolo che anticipa un EP di prossima pubblicazione. “E’ un brano – racconta Haji – che parla di bellissimi ricordi, ancora vivi e indelebili, vissuti insieme a una persona; una relazione perfetta sotto tutti i punti di vista, nella quale i sogni, le promesse, ogni singolo momento, ogni azione quotidiana e le cose più belle del loro rapporto, hanno illuminato e riscaldato
il monotono grigiore del quotidiano, dando un valido significato all’incessante fluire del tempo, un immenso dono d’amore cresciuto nella stabilità della pace e della serenità.

“Com’era bello” è un brano personale e autobiografico ma, in realtà, è anche una riflessione sulla comprensione dell’amore, una profonda meditazione sulla vita di coppia, un viaggio verso la conoscenza e l’esplorazione di sé e della dolce metà, un risveglio sensuale, emotivo e filosofico. Un pezzo molto interessante, fresco e dinamico, che esplode su un ritornello che ti entra subito in testa e che illumina la
scintilla della vita e dell’amore che è dentro di noi.

Haji è sicuramente una delle rivelazioni più interessanti dell’anno, un’artista da seguire e da tenere d’occhio. La composizione di questo brano, registrato e prodotto da Volavoce Records, porta la firma del Maestro Riccardo Vighesso. Mixaggio e
mastering di SanLucaSound di Bologna. Haji ha 29 anni ed è nato a Padova da madre italiana e padre originario del Marocco.

Cresciuto in contesto familiare e sociale difficile, ha coltivato la propria passione artistica fin da piccolo, nonostante numerosi ostacoli e complicazioni, approcciandosi in primis allo studio da autodidatta di vari strumenti musicali e in seguito frequentando l’Accademia di musical e spettacolo, dove poi consegue il diploma. Nel corso degli anni ha dovuto interrompere più volte i suoi studi
artistici e musicali per poter aiutare economicamente la propria famiglia. Tuttavia, dall’inizio della pandemia, sente l’esigenza di intraprendere un percorso introspettivo di scrittura musicale e dedicarsi totalmente al suo progetto artistico personale.

Le sue influenze musicali e il suo songwriting trovano radici nel rock e nella musica d’autore, nazionale ed internazionale. Volavoce Records è la nuova etichetta discografica indipendente di Padova, dedicata agli artisti emergenti. Una nuova realtà promossa dall’Accademia Musicale e Canto Volavoce (Curtarolo – PD -, Via Padre Bernardo Longo, 13) per offrire ai giovani nuovi spazi e nuove opportunità alle loro aspirazioni musicali.

Link social HAJI:
https://www.instagram.com/haji.andrea/
https://www.facebook.com/Haji-101469312722577

Tra blues e rock, BURN IT dei SUGAR LIME BLUE

Sicuri che il blues sia la musica del diavolo? La domanda non è retorica, ascoltando la vocalità, certo sicura ma più tendente al tono che alla malvagità, che interpreta il singolo Burn It. La band? I Sugar Lime Blue, che si definiscono gruppo vero in cerca di qualcosa di fresco e unico.

In questo caso questo aspetto può essere trovato nell’unione di dinamiche rock e bluesy. Il primo aspetto esce da tutte le parti: il sound, quel ride metallico, il solo ben costruito e affrontato. Ma gli hammond riportano sempre agli anfratti dell’America coloniale.

Che detta così magari potrà sembrare una cosa brutta, ma se vista in ottica meramente musicale è invece un aspetto che unisce tutta una serie di mostri sacri. Ma senza ambire a tanto, i Sugar Lime Band riescono comunque ad affrontare il tema con bravura.

Nessun timore reverenziale e voglia di divertirsi, uniti a professionalità e capacità musicali notabili, fanno di questo gruppo un valido portavoce delle istanze rock più riuscite.

La calma acustica di CHANGE GONNA COME

L’approccio iniziale è quello dei cantori che sanno sorprenderti. All’improvviso, quella chitarra acustica parte. E dimentichi lo stress, le difficoltà, lasciando vagare la mente su situazioni piacevoli. Questo è l’incipit di Change Gonna Come. Un nome, una garanzia.

Si, perché se il cambiamento è il centro della vita, la sua stessa essenza per certi versi, David Singley lo testimonia con parole cangianti. E lo fa con calma, con un atteggiamento (chiaramente musicale) slow che colpisce. Perché è profondo, e al contempo sbarazzino.

Lo sono, quantomeno, i cori che circondano la sua voce. Lo sono quei riverberi, e quei rimbalzi che caratterizzano le percussioni minimali, tra le quali spicca un ovetto che accompagna senza soluzione di continuità il brano. Che incede incessante.

Quantomeno fino al termine, ammantato di tastiere che accarezzano le orecchie dell’ascoltatore. Autore di due album (2016 e 2021), Singley non è certo un primo mover, e direi che questo pezzo lo testimonia enfatico, sicuro nel suo scorrere. Tra un cambiamento e l’altro.

La slow life nel singolo LITTLE GIRL BLUE ci deve far ragionare

Si staglia, vibrante e quasi insicura, su una chitarra acustica arpeggiata la voce di Achilles Tenderloin. Un approccio che fa subito capire quanto quest’artista si distanzi, volutamente anche, dalle produzioni laccate che contraddistinguono tempi in cui il consumismo sembra aver irrimediabilmente sostituito la libertà dell’anima.

E il bello di Little Girl Blue, il nuovo singolo di Tenderloin, fa pensare anche a questo. Nel suo dipanarsi acustico, in cui spunta anche un mandolino, c’è tempo di penare, con quella batteria discreta a tenere il tempo di una vita sostenibile. Ne abbiamo bisogno oggi. E l’artista riesce pienamente nell’intento di emozionare.

https://achillestenderloin.bandcamp.com/

E nei 4 minuti abbondanti del brano non annoia, ma anzi anela ad una profondità sempre più marcata, senza però risultare pesante. Sarà la vocalità trasognante a dare questa sensazione? Probabilmente sì. D’altronde gli artisti devono indicare sempre una strada più in là.

Se cercate rock questo brano è sbagliato, ma se cercate serenità, arpeggi in stile americano, cori morriconiani e atmosfere vagamente polverose potete stare tranquilli.

DISCO-BO 2022: QUARTA EDIZIONE 10-11 SETTEMBRE

Sabato 10 e domenica 11 settembre torna l’imperdibile appuntamento per gli
appassionati del vinile nella nuova location di Piazza Lucio Dalla

Torna, per i palati fini della musica, la Mostra Mercato Del Disco a Bologna. L’appuntamento a ingresso gratuito è fissato per sabato 10 e domenica 11 settembre presso la Piazza Lucio Dalla, nel cuore della Città palpitante di musica per eccellenza: l’amata Bologna di Lucio, la trasgressiva Bologna del Rock italiano, nonché la moderna Bologna dei giorni nostri.

La Tettoia Nervi, fresca di inaugurazione, nel decennale dalla scomparsa di uno dei più amati artisti italiani, Lucio Dalla, sarà sede della quarta Mostra Mercato del Disco di Bologna, appuntamento irrinunciabile per tutti gli amanti del Vinile ma non solo. Decine di espositori da tutta Italia ed Europa, proporranno e scambieranno i lori supporti vinilici, CS, video e tanti altri oggetti legati alla musica con il pubblico che, in questa nuova location, aspettiamo numeroso.

La grande riscossa del vinile non si ferma, tutti i migliori artisti del panorama mondiale danno priorità a questo “antico” supporto fatto di scricchiolii, di manualità. Un oggetto palpabile e artistico, che anche nell’immaginario collettivo sta riprendendo il posto che si merita. In un mondo fatto di ascolti con lo smartphone, prendersi quei minuti per girare il disco e selezionare
una canzone, guardare una copertina, leggerne i testi su carta, vuol dire prendersi del tempo per se stessi, il bene più prezioso che abbiamo.

Appuntamento a tutti, melomani, curiosi, appassionati e visionari, i giorni 10 e 11 settembre presso Piazza Lucio Dalla, dalle ore 10.00 alle 19.00, ingresso gratuito, potrete scambiare, confrontarvi con i numerosi espositori da tutta Europa…non mancate!

MOSTRA MERCATO DEL DISCO E CD USATO DA COLLEZIONE

BOLOGNA – Piazza Lucio Dalla
10 e 11 Settembre

ORARIO CONTINUATO DALLE 10:00 ALLE 19:00

Ingresso Libero
Info:  392 2724361
info@mostradeldisco.com
http://www.mostradeldisco.com

MANTRA entra in testa con CURSED CREW MIXTAPE

Mette subito in chiaro tutto con Cursed Gang, l’opener di Cursed Crew Mixtape, il rapper Mantra. Zero leggerezza testuale, in favore di personalità e flow invidiabile. Il richiamo a quanto prodotto da Machete insomma non si limita solo al titolo del platter, bensì ad un approccio core che si concentra sulla durezza delle rime.

Brani brevi, sulla media dei 2 minuti e mezzo, con parole dritte, senza fronzoli, e partecipazioni riuscite. Tra cui quelle di Tan Man e Moruaan su Split. Sorprende Sambuco, con una base molto più melodica, incentrata sulle tastiere, seppure ritmata. E il ritornello prende il sopravvento. Episodio controverso.

Torna a casa, sembra, Mantra con Lol. No, niente a che vedere con le prime due tracce, visto che la base è ancor più atmosferica e ampia, ma con “per conoscerti (ai tuoi figli ndr) basta il mio dissing” e altre frasi più mache sembra trovarsi a suo agio. Ancora meglio la velocissima Corri. Nomen, omen.

E se Boomerang non torna indietro, e non colpisce Mantra, arriva invece al punto, con la sua base electro. “Ciò che dai lo ricevi”, canta, e se così fosse gli ascolti su Spotify cresceranno. Come conferma l’ultimo brano, ma oramai non ce n’era granché bisogno.