Il chitarrista belga HOPPER distribuito dall’italiana VREC MUSIC LABEL

Il blues americano ed il rock europeo trovano nuova dimora nell’album “Bloodstone” del giovane cantautore e chitarrista belga Thomas Frank Hopper, licenziato in distribuzione esclusiva per l’Italia da Vrec Music Label. Il disco è disponibile da oggi 30 settembre in versione CD e LP (vinile colorato rosso marmorizzato d’importazione) oltre ai tradizionali store digitali (LINK). 

Dodici canzoni registrate come negli Anni Settanta: classic rock con chitarre potenti ed assoli alla ricerca di un sound sporco e vero. Come nella title track “Bloodstone” o nella cavalcata incessante “Come Closer”. Non mancano i brani più sexy e funky come “Dirtylicious” o “Sweet Black Magic Sugar Babe”. Ma è quando l’artista, insieme alla sua band, sperimenta soluzioni sonore più avvolgenti che esce il talento del cantautore belga considerato dalla stampa rock europea il nuovo Robert Plant: vedi la splendida “Tomb of the Giant” o nel riff in lapsteel di “Into the Water” o “Crazy Mojo”. Un album rock di prim’ordine, sulla scia del successo di Greta Van Fleet con la differenza che Hopper aggiunge personalità ed originalità in tutte le canzoni. 

Guarda il video “Ditylicious”.

“Bloodstone” è stato prodotto da Hopper e registrato senza click recording, autotune seguendo l’istinto della musica Seventy da Alexandre Leroy presso lo Studio Six in Brussels (Belgio). Nell’album il brano “Bad Business” vede la partecipazione del famoso chitarrista belga Frederic Lani (Fred & the Healers).

Thomas Frank Hopper (alias Thomas Verbruggen) è un cantante, cantautore e musicista belga. Una giovinezza passata in Africa, chitarrista specializzato in lapsteel, Hopper ha creato in Belgio il suo proprio marchio Rock Nation. L’esordio è nel 2015 con ‘EP di 5 canzoni “No Man’s Land” a cui segue nel 2018 un nuovo EP di 4 brani prodotto da Marc Gilson & Olivier Peeters. Il vero esordio arriva con l’album “Bloodstone” uscito nel 2021 in Belgio e licenziato in esclusiva per Italia, Svizzera e San Marino da Vrec Music Label nel 2022 (CD e LP distribuiti Audioglobe).

01. Bloodstone; 02. Come Closer; 03. Dirtylicious; 04. Sweet Black Magic Sugar Babe; 05. Into The Water; 06. Tomb of the Giant; 07. Tatanka; 08. Dab Business; 09. Crazy Mojo; 10. Mad Vagabond: 11. Savages; 12. Mississippi. www.thomasfrankhopper.com 

MARESIA: il nuovo disco di FABRIZIO PIEPOLI

«In portoghese la parola “Maresia” significa la spuma di mare che si vaporizza nell’aria quando il vento sferza la cresta delle onde. È il sudore del mare che gioca a rincorrersi. È una corsa a braccia spalancate che ha in sé l’incedere terzinato della tarantella e comunica un senso di espansione, di apertura alare, di gioia oceanica. Maresia è l’incessante mescolarsi di lingue, storie, genti del passato, del presente, del futuro. Il mio canto è sogno e maresia».

Più che una presentazione, più che un manifesto programmatico di composizione e ispirazione, le parole di Fabrizio Piepoli sono poesia, percorsi, visioni. Il suo nuovo album Maresia (prima uscita della neonata etichetta Zero Nove Nove) è un itinerario mediterraneo, un progetto in cui emerge definitivamente la sua poliedricità di polistrumentista e compositore, di autore e studioso delle tradizioni musicali del Mediterraneo, e di ammaliante interprete. Dieci brani che rappresentano perfettamente gli orizzonti musicali di Piepoli – noto in particolare per la sua militanza con La Cantiga de la Serena, Raiz e Radicanto, oltre che per le sue numerose collaborazioni – il quale dichiara: «Sono canti di una storia fluida che ogni volta racconta qualcosa di nuovo. Ho raccolto tra le mie mani suoni, parole, gesti e memorie, le ho lanciate in aria e mi sono ricadute addosso, mischiate. Il mio passato, quello che ancora continua a parlarmi, lo inseguo e si disintegra, si mescola ad altri elementi come voci nelle stradine di un mercato e poi di nuovo riappare, a dirmi cose che ancora non so».

Maresia esplora la musica popolare e d’autore pugliese e del Sud Italia con un’attitudine mediterranea e una minuziosa ricerca del suono, da sempre segni distintivi del musicista barese, che nell’album canta e suona numerosi strumenti come chitarra battente, oud, saz, chitarra classica, basso, shruti box, dayereh, daff, sajat e moorchang. La voce di Fabrizio Piepoli è un universo fluido, dallo stile fortemente melismatico. È una voce di tenore leggero capace di toccare i suoni gravi del registro baritonale e di estendersi a quelli acuti di mezzo-soprano. Una vocalità sofisticata che gioca continuamente con la propria identità, col maschile e il femminile, l’Oriente e l’Occidente. La chitarra battente tipica della tradizione del Sud Italia, l’oud arabo, il saz turco, filtrati spesso attraverso effetti e loop machines,  sono gli strumenti che accompagnano il canto di Piepoli, il racconto appassionato delle sue radici, per dare vita a un nuovo sound: la TARABTELLA, l’incontro fra tarantella pugliese e il tarab della melodia araba, la gioia della danza e l’estasi dell’ascolto. L’incedere terzinato della tarantella, la reinvenzione di Marisa Sannia e Amalia Rodriguez, il dialogo tra tarantella garganica e fado portoghese, lo studio dei cantori di Carpino e l’amore per gli strumenti tradizionali arabi e turchi, la tradizione arbëreshë e i canti di migrazione: tutto ciò anima e muove un disco prezioso, un cammino di melodie e filigrana.

Le lingue come gli strumenti musicali sono creature permeabili. La necessità del racconto e della narrazione spinge loro a mutare, ad adattarsi, a evolversi. La musica di Piepoli va alla ricerca di questi innesti sonori, indispensabili per esprimere la sua visione personale. Maresia è il simbolo dei destini incrociati di genti, storie, lingue e canti che hanno mosso e fecondato la storia, rendendola ibrida e caleidoscopica. Un passato che transita nel presente e ispira il futuro. 

Dal 10 al 12 giugno 3 giorni di musica al TRUCI ROCK FEST di Dossobuono (VR)

Saranno tre giorni tra rock e divertimento quelli del Truci Rock Fest, che si terrà da venerdì 10 a domenica 12 giugno negli impianti sportivi di Dossobuono (Vr). Nell’ampia area con ingresso da via della Maddalena, si esibiranno 10 band. Buona parte del ricavato della manifestazione, dedicata alla memoria di Corrado “Truci” Bompan, sarà donato in beneficenza.

Per festeggiare adeguatamente il ritorno dopo due anni difficili, al Truci Rock Fest suoneranno tre headliner d’eccezione. La serata di venerdì 10 giugno sarà chiusa da The Bastard Sons of Dioniso, protagonisti ad X-Factor 2009 e ora freschi di pubblicazione del nuovo album “Dove sono finiti tutti?”. Prima di loro due storiche band hard blues veronesi: Bullfrog e Black Mama.

Sabato 11 giugno i Supernova faranno rivivere le canzoni degli Oasis con un tributo che si preannuncia fedele. Prima di loro Lord Byron e le sue Amiche Ruspe movimenteranno il pubblico con la loro musica ideale per ballare. La serata sarà aperta dal 3diPicche, trio bresciano che propone in chiave acustica brani dal sicuro appeal, tra Queen e Sting.

Domenica 12 giugno il Truci 2022 sarà chiuso dai Patricks, una delle realtà veronesi più credibili in ambito Irish. Prima di loro il duo rock Giudi e Quani non si risparmierà tra cover e originali, proponendo anche brani tratti dall’omonimo disco del 2018. Purple Bumps e Not Found scalderanno l’evento con le loro cover in salsa rock.

L’apertura dei cancelli avverrà alle 17. A quell’ora saranno già operativi gli stand gastronomici (con i risottari di Isola della Scala) e tutto lo staff sarà pronto a servire 3 birre diverse, fornite da Arena Bevande. Sabato 11 giugno pomeriggio l’associazione Ludobus – Lampi di gioco porterà giochi in legno per grandi e piccini, e gli stand saranno aperti già dalle 15.

Durante la manifestazione saranno presenti tre banchi per la mostra del “Vinili e cd da collezione”, con centinaia di offerte da parte di Andromeda Relix, RockAt e Alberto Del Grande.

Nuova FIERA del DISCO e del FUMETTO a BOLOGNA: riduzioni, esposizioni differenti, sicurezza e chicche…

Riparte da Bologna Fiere, in piazza della Costituzione, la Fiera del Disco e del Fumetto di Kolosseo. Sabato 27 e domenica 28 novembre – dalle 9,30 alle 19,30 – la storica associazione bolognese vuole dirimere il difficile anno e mezzo precedente proponendo ai visitatori decine di banchi con migliaia di meraviglie. Il tutto in sicurezza, con stand distanziati e Green Pass.

L’ingresso ridotto (7 euro, stampando o mostrando lo screenshot sul cellulare dell’immagine allegata) darà accesso anche alle altre mostre presenti: Mondo Creativo, Fiera dell’Elettronica, Art Craft & Christmas, Expo Gusti. Questo permetterà di godere pienamente di tutte le proposte presenti nell’ampio spazio a nord di Bologna.

DISCO

Alla fruizione musicale che cambia, con l’aumentato consumo di musica in streaming (passato all’80% del totale), sono aumentate anche la produzione ed il consumo di dischi in vinile. Fino a far registrare, per la prima volta dagli anni ’80, un dato incredibile: la vendita di vinili ha sorpassato quella dei CD. Che però sono in lenta ripresa…

Nonostante il periodo, la musica da collezione è stata protagonista con tante nuove uscite, spesso cofanetti ed edizioni ultra limitate per la gioia di tutti i collezionisti. La Fiera del Disco è un’occasione unica per trovare in un solo posto tanto materiale a km 0! Rispetto all’acquisto on line offre poi la possibilità di vedere, toccare e parlare con gli espositori ed i collezionisti.

Tutti i generi sono rappresentati: il rock (con gli anni ’60, ’70 e ’80 protagonisti assoluti), la musica italiana (con autentiche rarità di Vasco Rossi e Lucio Battisti), il jazz ed il blues, la musica etnica, l’elettronica, il metal. Il vinile farà come sempre la parte del leone, ma ci sarà ampio spazio anche per CD, DVD, gadget e memorabilia musicali, riviste, fanzine, libri.

Da stampare per riduzione

FUMETTO

La fiera del Fumetto risponderà con una Vasta scelta di riviste storiche Linus, Eureka, Cannibale, Alter ma pure albi di figurine (dal calcio al didattico, alle raccolte ispirate ai cartoni animati di successo), il fumetto nipponico, gadgets, i fumetti Marvel e DC, ma anche Harry Potter e tanti altri personaggi.

Non mancheranno cosplayer e mondo relativo, così come i classici Tex, Diabolik ma anche i disneyani Topolino e tantissimi classici come Valentina. Senza dimenticare quintalate di manga: da Dragonball a Dai la grande avventura, da Dottor Slump e Arale a tutte le novità che possono colpire un collezionista!

Tutta la passione per musica e fumetto in Fiera a Bologna, il 27 e 28 novembre 2021!

Recensione: OTHERSIDE, il nuovo album dei FALLEN ANGELS

Una varietà così, in un disco rock, è difficile da trovare. Questa è la prima cosa che viene da scrivere ascoltando Otherside, l’ottimo secondo album dei veneti Fallen Angels (su etichetta Andromeda Relix). Che, dalla pagina Facebook fino ai testi, hanno un respiro chiaramente internazionale.

Ma questo aspetto lo dimostrano anche i brani contenuti nel lavoro. Al riuscito singolo rock Merchant in the middle si contrappongono i piani eltonjohniani di Woman e le chitarre acustiche della dolce An old man tells. Quello che resta sempre invariata è la qualità media dei pezzi.

Il video, girato da Francesco Indovino

Basterebbe ascoltare The Envy, ad esempio, per rendersi conto che il trio non scherza affatto! Gli assoli di Ste Wizard, poi, sono veramente ben riusciti. Difficile trovare band underground con una tale preparazione e gusto sotto questo profilo. E lo dico senza nulla togliere ad una sezione ritmica dovutamente quadrata, condotta dal batterista Luke Gyzz.

La voce di Matt Mattnant colora i brani con sfumature inusuali, come quelle pseudo-orientaleggiati del pezzo forse più prog dell’intero lotto: la lunga Desert Way. Ma, approposito di brani particolari, è impossibile non citare l’atmosferica Otherside, con chitarre sempre decise ma anche arpeggi distorti.

La band dei Fallen Angels

Difficile ormai anche trovare band giovani che puntino su 14 brani, un album a pieno titolo, e piuttosto intenso. Oggi la preferenza per i singoli sta facendo perdere la coesione di un’opera intera, e spesso il significato stesso di fare musica. Questo in Otherside viene preservato.

Succede anche nella variegata queeniana Pulcinella’s secret, in una Charming Rock più “sculettante” nel suo andamento rock’n’roll, o ancora in Monday in blood che, dopo una partenza acustica, si apre alle chitarre glam tanto amate dai Fallen Angels. Che però reinterpretano bene le influenze, spesso stupendo.

E scusate se è poco, nel 2021…

Gianni Maroccolo pubblica con Ala Bianca la sua intera discografia in digitale

Il 5 novembre 2021 l’etichetta discografica Ala Bianca pubblica in digitale l’intero catalogo della produzione solista di Gianni Maroccolo, compreso Alone 0, il volume che nel 2018 ha dato via al progetto di “disco perpetuo” sviluppato poi da Marok in una collana di quattro volumi pubblicati con periodicità semestrale da Contempo Records.

Oltre ad Alone 0, finora disponibile solo per gli abbonati alla collana, e ai successivi quattro capitoli, in questa nuova release saranno presenti disponibili anche i dischi Noio volevam suonar, realizzato in coppia con EDDA nel 2020, in piena pandemia; la colonna sonora di Yves Klein – L’altra metà del cielo, opera di videoarte firmata dall’artista Diego Repetto presentata alla Biennale di Venezia e a Bologna Arte Fiera; quella di Nella Divina Proporzione, video opera di Giancarlo Cauteruccio; e gli album vdb23 / Nulla è andato perso realizzato nel 2016 con Claudio Rocchi e la sua versione live.

L’intervista di Bommartini a Maroccolo

LINK: https://bit.ly/marokdiscography

Tutti i titoli

2014-vdb23-Nulla è andato perso, con Claudio Rocchi
2017-Nulla è andato perso
2017- Buona la prima
2018-Alone Vol I
2019-Alone Vol 0
2019-Alone Vol II
2019-Alone Vol III
2020-Alone Vol IV
2020-Edda & Marok – Noio; volevam suonar
2021-Mephisto Ballad con Antonio Aiazzi
2021-Nella divina proporzione – colonna sonora originale dello spettacolo teatrale
2021-Yves Klein – L’altra metà del cielo

KEVIN FOLLET: Il 19 novembre arriva ANCESTORS feat. Laura Masotto

È venerdì 19 novembre la data destinata all’uscita del nuovo singolo di Kevin Follet. Questa volta il producer veronese ha giocato a mettere in contatto le proprie creature sonore, i figli dei suoi synth, con le melodie poetiche del violino sapientemente interpretato di Laura Masotto.

Unire uno dei suoni più raffinati, antichi e poetici della storia della nostra musica a quelli più rotti, spigolosi e sgranati di macchinari da ingegneria è una sfida non da poco. Si chiama Ancestors e infatti sono antichi i suoni che s’intrecciano in questa danza evocativa che solo un contrasto così forte può sprigionare. Il singolo è supportato dalla seconda traccia Fall che rafforza in qualche modo il messaggio e la sensazione profonda trasmessa da questo capolavoro.

Laura Masotto, che ha saputo vestire magistralmente l’abito che l’atmosfera le ha cucito su misura, è un’esponente veronese della musica espressa con gli archi e da anni collabora con numerosi artisti di spicco. Forte delle atmosfere profonde che riesce a creare coi suoi strumenti, ha dato un notevole contributo a un pezzo stilisticamente lontano anni luce da sé. I due artisti hanno la dote di far parlare canzoni prive di parole e uniti sono una vera forza della natura!

Kevin Follet è un esponente veronese della musica elettronica contemporanea distintosi per ricerca, innovazione e sperimentazione. Un artista dalle molteplici identità, che gli hanno permesso di prendere parte a numerosi progetti, proponendo un ventaglio di esperienze sonore incredibilmente vasto. Polistrumentista, dal ’92 ad oggi, ha fatto suoi i più svariati generi: elettronica, edm, idm, trip hop, sperimentale, drone, ambient, punk, jazz, crossover, post metal, sludge. Tra i progetti che lo vedono tuttora impegnato citiamo le band WOWS e Dark Inc., come solista invece citiamo Viscera AV Show e Sleep Disorder AV Show, progetti che gli hanno consentito di esibirsi in tutta Italia ed anche all’estero. Dal 2010 è socio fondatore di Drummond Records, etichetta discografica di musica elettronica che ha all’attivo numerose produzioni ed un roster di oltre 25 artisti tra nazionali ed internazionali. Ha condiviso il palco con: Shigeto, Superpitcher, Petar Dundov, Arturo Hevia, Einmusik, Tim Paris, Brando Lupi, Ricardo Tobar, Ryan Davis, Tiger Rose, Eraldo Bernocchi, Naresh Ran, Hate & Merda, Bologna Violenta, Chrch, Mayhem, Storm{o}, Estatic Vision solo per citarne alcuni.

SALE: esce oggi il nuovo singolo

Venerdì 5 novembre 2021 esce Un eterno inutile presente il primo singolo e title track del secondo album di SALE il giovane cantautore romano vincitore di LAZIOsound, alla sua seconda prova dopo l’ottimo esordio con l’album “L’innocenza dentro te”.

Con “Un eterno inutile presente” SALE continua il suo percorso artistico che attinge alla tradizione della canzone d’autore italiana, unita alla passione per il rock inglese e a sonorità elettroniche, evolvendo un’impostazione ricca di originalità. I testi raccontano le sensazioni, le incertezze, la voglia di cambiamento: “Viviamo un eterno presente perché non abbiamo quasi più memoria del passato e non riusciamo a immaginare un futuro”.

Nel brano troviamo i musicisti che da anni lo affiancano in studio e nei concerti: la coppia ritmica formata dal potente basso di Martina Bertini e la batteria di Filippo Schininà, Seby Burgio al piano e tastiere, la violinista Erica Scherl, la violoncellista Giovanna Famulari. La produzione artistica è del multistrumentista e compositore Stefano Saletti.

“Un eterno inutile presente”  è una produzione di Ikona Concerti e dell’etichetta discografica indipendente Materiali Sonori (che ne cura anche la distribuzione digitale e fisica), realizzata nell’ambito del programma LAZIOSound di GenerAzioni Giovani e finanziata dalle Politiche Giovanili della Regione Lazio e dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per la Gioventù. 

L’intero album uscirà venerdì 26 novembre 2021 su tutte le piattaforme digitali e nei negozi e verrà presentato il 17 novembre alle ore 21.30 in anteprima assoluta dal vivo al Wishlist di Roma. Opening act: Marziana

Uscire dal Lockdown con un progetto riuscito? Si può

Un dj di Amsterdam e 2 rapper dagli UK, durante il Covid si chiudono in uno studio e ne escono con un brano fatto e finito. Non é una barzelletta – come potrebbe sembrare in Italia – ma la realtà dei fatti, o quantomeno quella di Tripocules. Dame1 e Rich Kenny sono invece i rapper, e Markeyzz il pianista olandese che da un tocco in più ad un brano riuscitissimo.

Il pezzo in questione s’intitola Little e fa della base ritmata e, appunto, delle rime del duo rap d’oltremanica il suo punto forte. Non vi troverete, attenzione, al cospetto di un approccio analogico alla musica, tutt’altro. Se però apprezzate il clubbing, o comunque una modalità piu’ in linea con gli ascolti odierni, potreste apprezzare.

Tornando all’incipit, aldilà dei gusti, trovo splendido che la musica possa tornare a pompare le casse di un qualsiasi posto nel mondo. Non dobbiamo fare uno sforzo enorme per ricordarci che il vicino lockdown ha messa a tacere tutto. E’ stato un anno orribile, e quindi benvenga l’attività di questo dj olandese che, nella produzione comune con due rapper, ha travalicato i confini.

Un modo di agire che riguarda anche la musica stessa contenuta in questa canzone. Sì perché, se non è certo una novità, comunque sentire una base club style con sopra le voci ritmate ed il flow di due rapper di un’altra nazionalità non è comunque scontato.

I migliori dischi dei Valkiria

di Matteo Roncari

Torniamo per un attimo a parlare delle band nostrane con i VALKIRIA, band capitanata dal mastermind Valkus, il quale affonda le proprie radici proprio nel gothic doom a me caro.

Ma non solo, Valkus ha dimostrato la propria versatilità e la propria profonda ispirazione sciorinando capolavori anche con altri progetti, talvolta attingendo a sonorità care alla scena post rock/showgaze (INADRAN e 41 CHAINS), talvolta al black primordiale ancestrale ed al folk con forti richiami alle tradizioni popolari lucane (ODE).

Scoperti per la prima volta grazie a “Here The Day comes” uscito per Bakerteam records, da subito le vibrazioni dell’album mi hanno riportato alle stesse sensazioni avute ascoltando gruppi come Novembre, Paradise Lost e primi Katatonia.

Grazie alla vicinanza ho potuto anche conoscere di persona Valkus che mi ha mostrato una sensibilità non solo artistica ma anche umana.

1 – HERE THE DAY COMES

Per me è il capolavoro della band, sia come concept sia musicalmente parlando: le atmosfere disegnate dalla chitarra vengono impreziosite dal lavoro di Giuseppe Orlando dei Novembre alla batteria.

Un disco che descrive come trascorre un giorno di malinconia, dall’alba alla sera, con melodie e liriche riflessive ed angoscianti e con un lavoro vocale che passa da parti accennate a parti più aggressive grazie al growl dello stesso Valkus.

Ottima la prova anche di Mike alla chitarra ritmica.

Splendido il pezzo d’apertura “Dawn” così come “Afternoon”, i picchi in assoluto.

Un disco riuscito in toto, prodotto in maniera impeccabile, con un sound fresco anche a distanza di anni e ben rappresentato anche da un artwork intrigante.

2 – EPIKA

Valkus ha deciso dopo la pubblicazione di “Here the day comes” di riregistrare i dischi passati dei Valkiria in modo che tutti potessero fruirne maggiormente.

Proprio per tale motivo rimasi piacevolmente colpito quando riuscii a mettere le mani sulla nuova versione di Epika, un album influenzato dalla mitologia nordica e da tematiche fantasy.

Da un punto di vista delle sonorità e del concept scelto siamo certamente distanti rispetto al sopra citato “Here the day comes”: vero i richiami al gothic doom permangono ma i suoni in questo caso, grazie anche all’utilizzo delle tastiere in pieno stile Summoning, enfatizzano richiami al black atmospheric metal.

Da ascoltare assolutamente la title track, ma anche brani come “Efadir”, “Ismather” e “Fellen Sghard”, in grado di avvolgere l’ascoltatore fino ad immergerlo in paesaggi fantastici ed immaginari.

3- INADRAN (DEHANRAST)

Vero, sto parlando dei VALKIRIA, ma in questo caso non potevo certo tralasciare questo album d’una bellezza unica: siamo lontani dalle proposte musicali sopra citate in quanto Valkus ha deciso di pubblicare sotto il monicker INADRAN un album legato al post-rock/showgaze in stile God is an astronaut.

Siamo pertanto di fronte ad atmosfere e linguaggio onirici dove la chitarra (acustica e distorta) dialoga sapientemente con note di pianoforte e con un’effettistica ragionata e mai banale.  

“Ad libitum”, “Hendalion”, “Vediovis” e la splendida “Astronascente” rendono l’album d’impatto e consegnano al genere un gioiello, un lavoro di altissimo livello e qualità.