LONG NIGHT, il viaggio nu pop degli ET BOYS è una potenziale hit

di Francesco Bommartini

E’ un brano pieno di atmosfera quello dagli ET Boys intitolato Long Night. Un pezzo in cui le immagini vagamente trasognanti si sposano con synth morbidissimi e percussioni/pad. Anche le vocalità, che pur danno dinamicità al risultato, sono ammantate di dolcezza.

Per questa quarta uscita in quest’anno gli ET Boys propongono un Nu Pop (su etichetta Wake Up! Music) con ospiti speciali, come il premio Grammy Ron Haynes and the Game Changers, che forniscono i fiati dal vivo sulla traccia, in particolare un corno irresistibile.

Il mondo delle arti è pieno di distrazioni e Long Night evidenzia alcune di queste. Tra di esse vengono celebrate in particolare le donne (bellissime nel video) che sviano l’attenzione del duo, intento a lavorare in studio di registrazione su nuove canzoni.

Il brano, scritto da Sharkeyes con le voci di Tacboy, è stato prodotto al Vanquish Studios (Florida) da Pepper Gomez. Il risultato è accattivante e si preannuncia una possibile hit. Non mi stupirebbe se diventasse tale, d’altronde le vie del pop sono infinite, figuriamoci quelle del Nu Pop…

Sober: la dichiarazione anti-dipendenze degli ET Boys,

L’arrivo degli ET Boys (chiamati Tacboy e Sharkeyes) coincide con Sober loro prima uscita per Wake Up. Nato a Chicago ma originario della Florida, Tacboy assume il ruolo di cantante e paroliere, mentre Sharkeyes scrive e compone i brani. Ciò che i fratelli creano come duo è il loro suono unico.

Si tratta fondamentalmente di rap melodico, ma loro lo descrivono piu’ precisamente come Nu Pop. Nel video si racconta una storia intensa, in cui il protagonista ha problema con sostanze. Nell’opera di Domonick Giorgianni la violenza, e la perdita della ragazza, sono strettamente legate alle dipendenze.

Il potente messaggio sull’autodistruzione avrà un seguito, un ulteriore singolo che si preannuncia come ideale legame delle produzioni degli ET Boys. Intanto però possiamo gustare questa Sober e il suo andamento affascinante, con un’elettronica leggera e qualche tocco danzereccio.

Il leitmotiv è questa batteria, non proprio realissima nel sound, che insiste, portando l’ascoltatore ad aprirsi all’esperienza sonora, potendo godere di un pezzo ben costruito. Sicuramente un buon colpo, specie dopo un lungo periodo difficile come quello appena vissuto.