WHO WE ARE: il singolo di Adam Wedd feat Blacksmith dedicato alla bellezza dell’umanità durante il Covid

Una canzone dedicata alle persone, per ricordarne l’essenza specie in periodi di assenza. Questa è l’idea che sta alla base di Who We Are, il singolo che il cantautore londinese Adam Wedd ha inciso con Blacksmith. Quest’ultimo, che di nome fa Christoper, è celebre anche in Italia in quanto produttore di successo. Adam Wedd invece ha condiviso il palco anche con artisti di primo piano come Ed Sheeran. Ma ha ancora desideri da soddisfare, tra questi la possibilità di suonare in Italia, cosa che vorrebbe fare nel 2021, quando – si spera – questa pandemia sarà terminata.

La musica di Adam è passata anche in alcuni spot televisivi e cortometraggi del Regno Unito. Per l’occasione il cantautore si è avvalso anche della vocalità di Francesca Di Bassi. Italiana, voce dei Maki Flo, la Di Bassi subentra dopo il primo minuto cantato da Wedd. Ed è un bel sentire in entrambi i frangenti. Alla dolcezza della vocalità dell’inglese si aggiunge quella della voce italiana, che peraltro padroneggia la lingua del brano (l’inglese, per l’appunto) in modo eccellente. Le due voci si stagliano su una base raeggata che viene ulteriormente valorizzata dall’ingresso di Blacksmith, che dà un tocco rap al brano.

Così mentre la batteria diventa più intensa, le rime si rincorrono parlando delle persone che rendono bello anche un periodo come questo. “Non importa cosa crediamo politicamente o religiosamente. Non puoi negare quanto bella sia l’umanità, anche e soprattutto durante questa pandemia”, spiega Wedd. Applaudire il servizio sanitario nazionale, i lavoratori chiave e le persone che riforniscono i nostri supermercati in questi tempi difficili è l’obbiettivo di Who We Are. Riuscito.

Sì, perché la positività aleggia nel brano dal delay iniziale della chitarra alla parte conclusiva, con la voce femminile sugli scudi. Ambiziosa la scelta di cantare a tre voci. Ma si tratta di un’ambizione ben calibrata: il trio infatti quaglia alla perfezione. La qualità musicale non è in dubbio, sublimata da una ottima produzione, che definire cristallina non è metaforico. Lo stick della batteria detta l’andamento iniziale finché il primo vero colpo di rullante annuncia l’ingresso della Di Bassi.

Who We Are ha tutti i crismi per poter diventare un singolo di successo. E se nei paesi anglofoni avranno il vantaggio di poter capire subito le parole, tutto il mondo potrà notare i buoni sentimenti sottesi tra le note.

Reggae hawaiano dall’Islanda: i LOLA RISING pubblicano Moving Forward

Un sorriso, dall’inizio alla fine. Questo è il risultato dell’ascolto di Moving Forward, il nuovo ep dei Lola Rising che segue l’esordio del 2016 Westward Bound. Il gruppo islandese ha molte particolarità che potrebbero attirare l’attenzione del pubblico, anche di quello generalista. Il cantante filippino Paul Medina Guevara cesella melodie pop su basi musicali reggate, circondato da fiati e suoni ampi. Se già così il risultato dovrebbe instillare curiosità, la notizia della presenza di un ukulele non passerà certo inosservata. L’ariosità delle composizioni si esplicita già dall’opener More Music. La prima volta che l’ho ascoltata mi ha colpito quanto i ragazzi siano bravi a riportare tutte le loro influenze al pop più allegro.

Una dote, visto che il pop è il genere che, per eccellenza, richiede di semplificare anche quello che può essere difficile. Questo aspetto sublima nella seconda traccia Gravity, in cui si fanno sentiere i cori femminili, ben armonizzati in tutto il disco. Il tocco hawaiano, forse proprio quello che trasmette allegria mischiato con un reggae di una dolcezza senza eguali, si respira bene nella trascinante 1943. Un altro esempio di buon pop unito con garbo alle influenze reggae, con quello stick drum di buon livello, è Strands of Oak. Gli altri due brani, tra cui la più elettrica Summer Night Dream, mantengono le coordinate e sottolineano come i Lola Rising possano veramente ambire, con le giuste strutture, ad un successo non solo di nicchia.

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